Londra invia sanzioni a Israele e sospende i rapporti economici
Il Regno Unito è «inorridito dall’escalation da parte di Israele», queste le parole del primo ministro Keir Starmer, mentre il ministro degli esteri, David Lammy, ha dichiarato che la guerra stesse entrando in una «nuova fase oscura». In virtù di ciò, Londra, ieri 20 maggio, ha preso la decisione di sospendere i colloqui commerciali con Israele e ha convocato l’ambasciatore israeliano per quella che ha definito l’«intollerabile» offensiva nella Striscia.
In un risveglio un po’ tardivo, Lammy ha fatto chiamare il ministro per il Medio Oriente Hamish Falconer, il quale ha sollecitato Israele a dare il via libera agli aiuti e a interrompere le violenze dei coloni in Cisgiordania: «Le atrocità e la retorica del governo israeliano stanno isolando il paese dai suoi partner e amici». Rispondendo in aula a Jeremy Corbyn, Lammy ha poi confermato di aver sospeso la fornitura di armi a Israele.
Le dichiarazioni di Starmer fanno seguito a una nota congiunta diffusa lunedì insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al primo ministro canadese Mark Carney. I tre leader hanno avvertito Israele che, se non porrà fine all’offensiva militare e non allenterà significativamente le restrizioni agli aiuti umanitari, verranno intraprese “azioni concrete”. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha replicato definendo la posizione dei leader occidentali “un enorme premio per Hamas”, rigettando le accuse di uso sproporzionato della forza. Starmer ha ribadito che “un cessate il fuoco è l’unica strada per garantire la liberazione degli ostaggi e aumentare in modo efficace l’invio di aiuti umanitari”, denunciando come “assolutamente inadeguata” la quantità attualmente autorizzata da Israele per l’ingresso a Gaza.
Mentre Israele ha autorizzato lunedì l’arrivo dei primi camion carichi di cibo per bambini e di beni di prima necessità, nessun aiuto sarebbe stato ancora distribuito a Gaza, secondo quanto affermato da un portavoce delle Nazioni Unite e riportato da Sky News. In precedenza, le Nazioni Unite avevano dichiarato che oggi circa 100 camion di aiuti sarebbero entrati nella Striscia. «Sebbene siano arrivate maggiori forniture nella Striscia di Gaza, non siamo riusciti a garantire l’arrivo di tali forniture nei nostri magazzini e punti di consegna», ha affermato il portavoce.
Inizialmente Israele aveva ricevuto un ampio sostegno internazionale per sradicare i militanti di Hamas dopo l’attacco a sorpresa del gruppo, che il 7 ottobre 2023 ha ucciso circa 1.200 persone, per lo più civili, e ha fatto 251 prigionieri. Ma la pazienza con Israele si sta assottigliando dopo le oltre 53.000 vittime palestinesi, per lo più donne e bambini, secondo il Ministero della Salute di Gaza, che nel suo conteggio non fa distinzione tra civili e combattenti.




