In Canada vincono i Liberali di Mark Carney
Le elezioni canadesi sono state vinte dai Liberali di Mark Carney, ex governatore della Banca Centrale, nonché novellino in politica.
Si tratta del quarto mandato consecutivo per il partito, che governa in Canada dal 2015.
Non è chiaro se si formerà un governo di maggioranza, per il quale sono necessari 172 seggi sui 343 della Camera dei Comuni.
Con la vittoria di Carney, sono stati schiacciati i conservatori di Pierre Poilievre, colpiti dall’effetto Trump, che erano stati in testa ai sondaggi per un mese.
Il Canada in mano a Carney
Mark Carney, vincitore delle elezioni in Canada, ha la fama di essere un abile negoziatore, che si dichiara capace di difendere l’export del paese, di cui l’80% va agli Usa.
A tal proposito, ha subito annunciato l’importanza di «mai dimenticare il tradimento Usa, decidiamo noi cosa succede qui».
La vittoria dei Liberali segna dunque un punto fermo contro il «vecchio rapporto con gli Stati Uniti», i quali starebbero cercando di strappare le risorse al paese. Trump ha risposto con una minaccia: rendere il Canada il 51esimo Stato Usa.
Carney ha dichiarato di voler comunque cercare di instaurare un dialogo con il presidente americano. Ha poi aggiunto: «Stiamo acquistando prodotti canadesi, stiamo sostenendo i nostri amici e vicini nel mirino del presidente Trump. Vinceremo questa guerra commerciale e costruiremo l’economia più forte del G7”».
La sconfitta dei conservatori
La vittoria dei Liberali ha segnato la sconfitta schiacciante dei conservatori di Poilievre. Quest’ultimo ha però espresso l’intenzione di lavorare accanto a Carney, per difendere il paese contro «le minacce irresponsabili di Trump».
Ha infatti dichiarato: «I conservatori lavoreranno con il primo ministro e con tutti i partiti con l’obiettivo comune di difendere gli interessi del Canada e arrivare a un nuovo accordo commerciale che lasci i dazi alle spalle, mentre proteggiamo la nostra sovranità».
Le prossime sfide
Con il nuovo premier alla guida del Canada, sono diverse le sfide da superare. La prima, come è evidente, è la tutela e lo sviluppo dell’export canadese, tentando di renderlo il più possibile indipendente dagli Usa — o comunque trovando un accordo ragionevole, in questo Carney è fiducioso.
Parallelamente, bisogna risolvere la questione Pechino, che rimane una grande debolezza per il Canada, e capire in che modo dialogare con l’Ue: l’idea di aderirvi non viene scartata, anche se, per ora, rimane molto lontana.




