Liberato Hamdan Ballal, regista di “No Other Land”, arrestato dai coloni israeliani
Hamdan Ballal, regista di “No Other Land” è stato liberato, dopo i lo scontro di lunedì 24 marzo, in cui alcuni coloni israeliani hanno aggredito a colpi di pietre degli attivisti palestinesi.
I fatti sono avvenuti nel villaggio di Susiya, in Cisgiordania. La notizia della liberazione è giunta con un post su X del collega Yuval Abraham, dopo che Ballal ha dovuto trascorrere una notte sul pavimento di una base militare, gravemente ferito, insieme ad altri due palestinesi.
Ballal ferito e arrestato a Susiya
Sullo scontro di lunedì 24 marzo, in cui Ballal è rimasto coinvolto, vi sono testimonianze diverse: da un lato quella del quotidiano Haaretz e dall’altro quella delle Forze di difesa israeliane (Idf). Secondo quest’ultima fonte, l’attacco sarebbe partito per colpa di alcuni terroristi, che avrebbero iniziato a lanciare pietre sulle auto delle persone e poi anche contro le forze di sicurezza israeliane.

Le fonti palestinesi e alcuni testimoni oculari affermano invece che tutto sia partito dai coloni, causando quattro feriti e tre arresti.
Addirittura, all’arrivo dell’ambulanza per soccorrere gli attivisti, tra cui il regista Ballal, questa sarebbe stata fermata dai soldati israeliani, che avrebbero poi proceduto con l’arresto. Il motivo che risulta è il sospetto che Ballal abbia lanciato delle pietre contro i soldati.
Stando a quanto aveva riportato il collega Yuval Abraham su X: “L’hanno linciato, non sappiamo dove sia”. Per molte ore le condizioni di Ballal sono rimaste ignote, fino all’annuncio della sua liberazione, fatto dallo stesso collega.
No Other Land
“No Other Land” è un documentario pluripremiato, realizzato da 4 giovani attivisti palestinesi e israeliani. Ambientato a Masafer Yatta in Cisgiordania (un insieme di villaggi, dove Ballal vive), racconta la distruzione di questa piccola comunità rurale da parte dell’esercito israeliano.
L’opera ha chiaramente scatenato molte polemiche, uscendo in circa 40 paesi, ma si è anche portata a casa l’Oscar come miglior documentario del 2025.
Si tratta di una pellicola fondamentale per conoscere la situazione in Cisgiordania, un territorio che secondo la comunità internazionale appartiene ai palestinesi, ma che risulta occupato illegalmente da Israele, da decenni.

Foto: Antipode Films.
Chi sono i coloni in Cisgiordania?
È dalla guerra dei sei giorni (1967) che Israele ha dato vita a una serie di insediamenti o colonie nel West Bank, opprimendo le comunità palestinesi locali. Anche la Cisgiordania fa parte di tali insediamenti, essendo inserita nell’area amministrativa di Giudea e Samaria, controllata da Israele.
Tali colonie sono strettamente legate alla promessa biblica di ereditare la Terra promessa, idea caratterizzante il movimento sionista religioso.

Il problema è che tutte le maggiori istituzioni internazionali (il Consiglio di Sicurezza Onu, La Corte dell’Aia, l’Ue, Amnesty International e Human Rights Watch) hanno concluso che tali insediamenti sono una piena violazione del diritto internazionale: illegali.
A oggi però Israele si ostina a rifiutare ogni condanna. E nonostante né la Cisgiordania né Gaza gli appartengano de facto, lo Stato ebraico reitera i propri comportamenti oppressivi, motivo per cui la guerra è ancora accesa.




