Perché l’ex presidente filippino Duterte è stato arrestato
L’ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte è stato arrestato l’11 marzo all’aeroporto di Manila con un mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi), che lo accusa di crimini contro l’umanità per la sua cosiddetta “guerra alla droga”.
La Cpi aveva aperto un’inchiesta su questa campagna, avviata nel 2016, sospettando possibili crimini contro l’umanità e, secondo le organizzazioni per i diritti umani, decine di migliaia di persone sono state uccise dalla polizia e da gruppi di autodifesa, spesso senza alcuna prova che fossero coinvolte in reati di droga.
Duterte è stato arrestato dopo essere atterrato all’aeroporto internazionale di Manila a seguito di un breve viaggio a Hong Kong. Domenica, parlando a migliaia di lavoratori filippini all’estero, l’ex presidente ha criticato l’indagine, definendo gli investigatori della Corte penale internazionale “figli di p…..a” e affermando che avrebbe “accettato” se l’arresto fosse stato il suo destino. Le Filippine hanno lasciato la Corte penale internazionale nel 2019 su istruzioni di Duterte ma il tribunale ha sostenuto di avere giurisdizione sulle uccisioni avvenute prima del ritiro, nonché su quelle avvenute nella città meridionale di Davao quando Duterte ne era sindaco, anni prima di diventare presidente.
L’arresto di Duterte è stato reso possibile anche dalla rottura dei rapporti fra l’attuale presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos Jr., e la figlia di Duterte, Sara, sua vicepresidente. Marcos è figlio dell’ex dittatore Ferdinand E. Marcos (al potere fra il 1965 e il 1986) ed è stato eletto nel 2022 dopo un accordo con Sara Duterte, considerata erede anche politica del padre, che ha ancora seguito e influenza nella politica filippina.




