In Libano entra in vigore il cessate il fuoco
Stanotte è scattato il cessate il fuoco in Libano, dopo 2 mesi di guerra fra Israele e Hezbollah.
I bombardamenti sono proseguiti fino all’ultimo minuto, fino all’entrata in vigore del cessate il fuoco, che probabilmente durerà 60 giorni.
Nel frattempo, la linea blu rimane una questione spinosa.
Il cessate il fuoco in Libano e il ruolo degli USA
Il cessate il fuoco è stato annunciato alle 4 ora locale (le 3 ora italiana), da Biden e Netanyahu, nello stesso momento.
Il premier israeliano ha dichiarato subito che “se Hezbollah viola l’accordo e tenta di riarmarsi, colpiremo” (legittimato dalla natura peculiare dell’accordo USA-Israele-Libano). Ha poi esplicitato le motivazioni del cessate il fuoco: potersi concentrare sull’Iran (minaccia maggiore, al momento); rinnovare le forze e i rifornimenti militari; separare i fronti e isolare Hamas.
La tregua avrà una durata che “dipenderà da ciò che succederà sul terreno”, però, dovrebbe durare circa 60 giorni. Nel frattempo, Bibi aspetterà l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, che gli garantirà degli accordi sicuramente più benevoli.
Il presidente USA uscente ha invece dichiarato che “non ci saranno truppe americane nel sud del Libano” e che partirà un’iniziativa per raggiungere la tregua anche a Gaza, nonché la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas.

Gli ultimi bombardamenti e il problema della “blue line”
Il cessate il fuoco è arrivato a conclusione di una giornata militare intensa. Fino a pochi minuti prima della sua entrata in vigore, sono infatti proseguiti i bombardamenti di Israele su Beirut, mentre Hezbollah ha lanciato diversi droni su Tel Aviv.
Inoltre, questa mattina, Israele ha sparato alcuni colpi a sud del Libano, per impedire il rientro dei civili a Kafr Kila. Il villaggio si trova nel settore orientale della linea blu, voluta dalle Nazioni Unite per separare Israele e Libano (delimitata dal fiume Litani). Qui Tel Aviv rimane la forza occupante principale.
D’altro canto, l’esercito libanese ha dichiarato di voler schierare i propri soldati in questa fascia (l’accordo prevede 5000 truppe). Ha poi invitato i cittadini ad aspettare prima di tornare a casa, nei villaggi in cui è presente l’esercito nemico.

I paesi che accolgono la tregua
Il premier libanese, Najib Mikati, ha definito il cessate il fuoco “un passo fondamentale verso la stabilità regionale”. Lo step ulteriore rimane sempre la pace a Gaza che, per il segretario di Stato USA Anthony Blinken, dovrebbe essere facilitata da questo accordo (questo è quanto ha dichiarato al G7 Esteri a Fiuggi).
Tra i paesi che hanno accolto la tregua, spiccano la Turchia (per cui “un cessate il fuoco permanente e completo deve essere dichiarato a Gaza il prima possibile e Israele deve cessare le sue politiche aggressive”) e la Cina, che si sono congratulate tramite i rispettivi ministeri degli Esteri.
Anche il nostro paese, tramite le parole del ministro Tajani, si è dichiarato orgoglioso per la tregua in Libano.




