Corte dell’Aja. La compagnia Shell vince in appello contro gli ambientalisti
La corte d’appello dell’Aja, nei Paesi Bassi, ha assolto la multinazionale petrolifera Shell, che non dovrà quindi ridurre le sue emissioni, ribaltando una storica sentenza del 2021. Nel 2021, infatti, il tribunale dell’Aja aveva ordinato all’azienda anglo-olandese di ridurre le sue emissioni di anidride carbonica di almeno il 45 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019, sostenendo che stessero contribuendo al riscaldamento globale.
Negli ultimi anni, la consapevolezza ambientale ha portato a un crescente numero di cause legali contro le grandi aziende per il loro impatto sul clima. Nel maggio 2021, la Corte aveva imposto a Shell di ridurre drasticamente le proprie emissioni di gas serra per contribuire agli sforzi globali di contrasto al cambiamento climatico. La decisione della Corte si è basata sulla valutazione della responsabilità aziendale e sulla necessità di allinearsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015, che mira a limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali.
La sentenza del 2021 era stata vista come una vittoria storica per gli attivisti del clima che avevano fatto causa: Milieudefensie, la branca olandese di Friends of the Earth, e altri sei gruppi. Era stata la prima volta che una società era stata obbligata ad allineare le sue politiche all’Accordo di Parigi. La risposta di Shell non si è fatta attendere: la compagnia ha dichiarato di essere in disaccordo con la sentenza e ha presentato ricorso, sostenendo che stesse già prendendo misure significative per ridurre le proprie emissioni. Tuttavia, le organizzazioni ambientaliste e i gruppi della società civile hanno accolto con entusiasmo la decisione, definendola un punto di svolta nella lotta contro il riscaldamento globale e un segnale per altre aziende del settore energetico.
“L’assoluzione in appello della Shell è un duro colpo”, ha affermato in un comunicato Milieudefensie. “Ma la nostra denuncia ha dato il via a un importante dibattito sulla responsabilità dei grandi inquinatori, e non ci fermeremo qui”, ha aggiunto. Fondata nel 1971, Milieudefensie si occupa di promuovere la giustizia ambientale e la sostenibilità attraverso azioni legali, campagne di sensibilizzazione e pressioni politiche. L’organizzazione lavora su tematiche come la protezione del clima, la riduzione delle emissioni di gas serra, la preservazione della biodiversità e la promozione di politiche energetiche sostenibili.
La Royal Dutch Shell è una delle maggiori compagnie energetiche al mondo e, come tale, contribuisce significativamente ai livelli di emissioni di gas serra globali. Shell ha una grande influenza sul mercato del petrolio e del gas. Le emissioni di Shell sono il 2,7% delle emissioni mondiali annuali e mettono a rischio la vita umana. Il mondo si sta riscaldando e Shell gioca un grande ruolo in questo. Secondo Milieudefensie, anche una multinazionale come Shell ha la responsabilità di ridurre le proprie emissioni; le emissioni annuali del gigante petrolifero sono equivalenti a 8 volte quelle dei Paesi Bassi. Solo Stati Uniti, India, Cina e Russia emettono più di Shell.




