Fabrizio Politi: “Così si risolve la crisi”

Fabrizio Politi: “Così si risolve la crisi”

fabrizio_politiIl presidente del movimento politico Economia Popolare, Fabrizio Politi, intervenuto nel talk show politico Iceberg, in onda ogni lunedì sera su TeleLombardia, ha fatto il punto sull’attuale situazione economica italiana, fornendo concreti spunti di riflessione per quanti sostengono fiduciosamente che la crisi del nostro paese non sia affatto cristallizzata da infauste prospettive di soluzione.
“Libero mercato non significa un sistema in cui ognuno fa quello che vuole. Sarebbe il mercato del più forte e del più furbo. Libero mercato significa che tutti gli attori presenti sono soggetti alle stesse regole”, ha spiegato Politi, precisando poi quali siano gli obiettivi e le linee di azione del Movimento Economia Popolare: “La prima cosa da eliminare in un momento di crisi sono gli sprechi. È infatti ciò che si propone il governo, ma per iniziare una ripartenza economica effettiva ci vogliono delle politiche di sviluppo concrete”.
“Il nostro sistema – ha aggiunto Politi – ha portato all’annientamento delle piccole imprese, e contemporaneamente, ad una verticalizzazione dei flussi di denaro verso quelle grandi aziende che non rispettano le regole di concorrenza leale nei mercati ove operano. Colossi come Zara e Ikea producono infatti in paesi in cui il costo della manodopera è inferiore all’Europa, pagano le tasse in paradisi fiscali e immettono poi i prodotti sul mercato europeo a un costo inferiore a quello di produzione del prodotto stesso su quel mercato. I prodotti immessi sul mercato dalle suddette aziende sono stati la causa del fallimento di numerose aziende concorrenti locali. Questo processo si chiama dumping e prevede tre fasi: noi adesso stiamo attraversando la seconda, quella in cui dopo un iniziale temporaneo grande potere d’acquisto del consumatore, si è passati ad un impoverimento di quest’ultimo. La terza fase, che molto probabilmente inizierà di qui a breve, è ancora peggiore: con la concorrenza locale distrutta, le grandi aziende possono alzare i prezzi dei prodotti. A quel punto il consumatore non ha più nessun potere d’acquisto”.
Secondo Politi, la soluzione non è affatto di difficile attuazione: “E’ sufficiente una legge incisiva e innovativa con cui, grazie all’applicazione della Curva MoMoSy, vengano tassati al 75% gli utili netti che superano la capacità massima di un settore di produrre utile netto in proporzione al numero dei dipendenti. Solo quelle aziende che non contribuiscono ad arricchire proporzionalmente tutti i livelli di produzione, ma solo i vertici, verrebbero colpiti da questa tassazione. In Italia sono soltanto 55 e nel Mondo 1.600, ma raccolgono la più grande ricchezza prodotta ogni giorno. Ciò permetterebbe alle  imprese di tornare ad operare in un mercato libero e moderato, fatto di aziende realmente concorrenti tra loro, rispettose di regole equipollenti e in grado di contribuire alla salute economica e sociale della Comunità”.

Giuseppe Ferrara
1 maggio 2013

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