Bankitalia: 600mila posti di lavoro persi dall’inizio della crisi

Il vice direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel corso del suo intervento al Seminario dell’Associazione per lo sviluppo degli studi di Banca e Borsa, in corso oggi a Perugia, ha fatto il punto sull’attuale situazione economica e sulle prospettive di crescita del nostro paese: “L’economia italiana sta attraversando una fase di grave difficoltà. Dall’avvio della crisi, il Pil è sceso del 7%, mentre il numero di occupati è diminuito di 600.000 unità; le debolezze strutturali si sono acuite a causa dello sfavorevole momento congiunturale. Nell’arco di un quinquennio l’economia italiana ha dovuto affrontare una delle crisi più gravi della storia, a cui ha fatto seguito l’instabilità del mercato del debito sovrano e due profonde recessioni. Inoltre, pur muovendo da condizioni di partenza stabili e solide, il sistema bancario italiano non ha potuto evitare i contraccolpi indiretti della crisi, che hanno portato a una contrazione degli impieghi alle imprese di circa il 3% sui dodici mesi, pur resistendo con le unghie a shock reali e finanziari, beneficiando di un assetto di vigilanza prudente, che ha rassicurato gli investitori internazionali circa la qualità dei bilanci degli intermediari ed evitato l’ondata destabilizzante che ha colpito altri sistemi europei”.

Con riferimento alla ripresa economica, prevista per la parte finale del 2013, Fabio Panetta paventa il rischio che l’imprevedibilità del quadro politico interno e il riemergere di turbolenze finanziarie nell’area dell’euro possano rappresentare un freno all’evoluzione dell’economia italiana, determinando la sfiducia degli operatori ed incidendo sulle attività di investimento.

Infine,  il vice direttore generale della Banca d’Italia ha sottolineato come la ”recessione si sia inevitabilmente ripercossa sulla qualità degli impieghi e il deterioramento del merito di credito sovrano abbia inaridito le fonti di provvista e innalzato il costo della raccolta”. Questi andamenti hanno fatto drasticamente calare la redditività e hanno pesato sull’offerta di credito, che negli ultimi mesi ha assunto un tono restrittivo.

Giuseppe Ferrara
23 marzo 2013

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