Crisi, 120mila dipendenti in meno e assunzioni a tempo indeterminato in calo

Nel prossimo trimestre si registreranno 120mila lavoratori dipendenti in meno e coloro che firmeranno un contratto lavorativo a tempo indeterminato saranno meno di un quinto del totale delle assunzioni. È il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e il Ministero del Lavoro a prevedere questi dati negativi, che scoraggiano una categoria, quella rappresentata dai giovani alla ricerca di un impiego, il cui futuro è avvolto da un manto di fosca incertezza sempre più spesso e impenetrabile.

Se si guarda ai dati diffusi dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e dal Ministero del Lavoro si rileva, nello specifico, che tra coloro che avranno la possibilità di essere assunti solo il 19% saranno a tempo indeterminato. Questo vuol dire che per i giovani il lavoro resta un’esperienza labile e flessibile, considerando il fatto che solo 1 su 5 firmerà un contratto a tempo indeterminato, mentre gli altri, a parte coloro che hanno le risorse materiali e le capacità per avviare un lavoro autonomo, dovranno accontentarsi di un lavoro subordinato, a tempo determinato o di un lavoro a progetto.

Quest’ultima modalità di assunzione ha trovato negli ultimi periodi una sempre maggiore diffusione nella prassi lavorativa, diventando purtroppo troppo spesso oggetto di abusi da parte dei datori di lavoro, che configurano un contratto di collaborazione continuativa per programma, progetto o fase di esso, senza che effettivamente vi sia una specificità del progetto o, addirittura, senza che vi sia affatto un progetto. Questo tipo di contratto permette al datore di ricondurre il rapporto lavorativo al rapporto legale di lavoro autonomo, anziché a quello di lavoro subordinato, in cui spesso si risolve, con tutte le implicazioni che questo comporta.

Rispetto al passato trimestre, le assunzioni stagionali subiscono un calo di circa 31mila unità, flessione compensata solo in parte dalle 3mila unità che rappresentano le assunzioni non stagionali.
Con riferimento ai singoli settori lavorativi, il rapporto con lo stesso trimestre dell’anno passato è in segno negativo soprattutto per quello industriale, mentre progressi lievi ma incoraggianti si registrano nel settore metallurgico, manifatturiero, meccanico ed elettronico.

Significative per capire la situazione occupazionale in cui viviamo sono le parole di Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, il quale ha spiegato: “Le imprese manifestano tutta l’incertezza di questa fase congiunturale. Si ha quasi la sensazione che il tessuto produttivo, soprattutto nelle aree deputate all’esportazione, abbia la tentazione di allargare la propria base occupazionale, ma poi tema di fare il passo più lungo della gamba andando ad introdurre in forma stabile nei propri organici nuovo personale.”

Giuseppe Ferrara
10 novembre 2012

 

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