Istat: aumentano gli occupati, ma sale la disoccupazione giovanile

Istat: aumentano gli occupati, ma sale la disoccupazione giovanile

Aumentano gli occupati in Italia. Nonostante il taglio agli sgravi contributivi, diminuiti del 40% dall’inizio dell’anno in corso, il numero degli occupati cresce di 70mila unità su dicembre 2015 (+0,3%), ultimo mese di esonero totale per le assunzioni stabili, e di 299mila su gennaio 2015 (+1,3%). Analogamente, il numero dei dipendenti a tempo indeterminato è aumentato di 99mila unità su dicembre e di 426mila su base annua (sul confronto mensile con il precedente dato pesa la diminuzione, pari a 29mila unità, dei dipendenti a termine, mentre gli indipendenti rimangono stabili).

A fronte di tutto ciò, il tasso di disoccupazione scende di 0,7 punti percentuali sull’inizio del 2015, mentre resta stabile all’11,5% nel confronto con il mese di dicembre dell’anno passato e dei quattro mesi precedenti.
Significativo anche il dato relativo agli inattivi, il cui numero cala di 63mila unità.

Unico elemento negativo dello scenario delineato dall’Istituto nazionale di statistica è quello relativo alla disoccupazione giovanile (15-24 anni), che a gennaio si porta al 39,3%, il valore più alto dall’ottobre scorso, pur rimanendo in calo di 1,6 punti nel confronto con lo stesso periodo del 2015. Di fatto, dunque, gli occupati aumentano quasi esclusivamente tra gli over 50, il cui numero è cresciuto di 359.000 unità su base annua e di 73mila unità rispetto a dicembre. Discorso identico per quanto concerne il numero degli inattivi, che diminuiscono di 209mila unità proprio nella fascia degli over 50, su cui va ad incidere anche la stretta all’età pensionabile.

Un aspetto, comunque, che non preoccupa il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, mostratosi complessivamente soddisfatto del risultato delle rilevazioni: “Si tratta di un grande risultato. Sono felice per tutte queste persone e le loro famiglie. Ringrazio tutte le aziende e gli imprenditori. Le riforme sono essenziali ed il Governo le ha fatte, ma senza l’impegno responsabile di tutta la comunità nazionale i risultati sarebbero meno significativi”.

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