Borse, Milano torna a perdere: 13 miliardi bruciati

Borse, Milano torna a perdere: 13 miliardi bruciati

Continua il crollo di Piazza Affari. Dopo un lunedì nero che ha affossato le Borse europee con un saldo di oltre 300 miliardi di capitalizzazione ceduti, i listini del Vecchio continente perdono altri 130 miliardi. Milano ne brucia 13, risultando una delle peggiori e smentendo di fatto gli incoraggianti segnali di ripresa fatti registrare nella giornata di ieri. Il Ftse Mib cede il 3,21%, situazione che fa scendere il principale indice di Piazza Affari al di sotto di quota 16mila punti. A soffrire maggiormente è il settore bancario, dove le perdite superano l’8% nel caso di BP e sono quasi del 10% nel caso di Mediobanca, sospesa per eccesso di ribasso. Non se la passa meglio Ubi Banca, con un calo teorico superiore al 16%. Tra gli industriali, male KO Cnh Industrial, che perde oltre il 7%, e Ferrari. Entrano in asta di volatilità anche Anima Holding, Generali, Telecom Italia.

Intanto, sul mercato dei titoli di stato, schizza lo spread tra Btp e Bund, che viaggia attorno alla soglia dei 150 punti base, con un rendimento del Btp decennale sopra l’1,7%. Un boom, quello del differenziale tra titoli di stato decennali italiani e bund tedeschi, che tuttavia non preoccupa il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il quale ha inviato un messaggio per rassicurare i mercati, confermando per l’anno in corso il calo previsto del debito pubblico del nostro paese. Intervistato da un’agenzia Usa, Padoan ha dipinto la diminuzione del debito pubblico italiano come uno scenario che “segnerà una svolta per il Paese, cambiando la scettica percezione che i mercati hanno nei nostri confronti”. Il ministro dell’Economia, inoltre, ha invitato nuovamente tutti i Paesi europei “a fare del loro meglio per facilitare il lavoro della Bce”, precisando che l’Eurotower “sta facendo un grande lavoro e deve continuare a farlo” e ricordando altresì che “l’inflazione nell’Eurozona deve muoversi il più velocemente possibile verso quello che da tutti è considerato il valore di equilibrio”, intorno al 2%.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook