Spread e crollo Borse: le cause sono di matrice europea

Spread e crollo Borse: le cause sono di matrice europea
A man looks at the stock price monitors at the the BM&FBOVESPA Stock Market in Sao Paulo, Brazil, Monday, Aug. 8, 2011. Brazil's stocks are falling sharply, joining a global sell-off on the first trading day after a downgrade in America's debt rating. (AP Photo/Andre Penner)

Nella prima settimana del nuovo anno lo spread tra i Btp a 10 anni e i titoli decennali tedeschi era diminuito fino a 95 punti. Nella giornata di ieri, invece, il differenziale tra Btp e Bund di colpo è salito fino a 150 punti base, attestandosi infine a quota 146. Ma cosa ha determinato questo salto?

In realtà, se guardassimo in maniera sterile e acritica all’apparenza delle cose potremmo dire che gli elementi fondamentali sono rimasti gli stessi. Ed è proprio questo il punto: nulla si muove, la situazione economica, nei suoi fondamenti, continua ad essere sostanzialmente ferma e fragile, a livello globale.
La spiegazione, però, non è così semplice. Il mercato sta mettendo alla prova le banche centrali. Più che il rallentamento della crescita economica globale, si tratta di una questione tutta finanziaria. I mercati stanno chiamando il bluff della banche centrali, per vedere se reagiscono (e in che modo) per riportare tranquillità sui listini. Ma se gli istituti centrali non rispondono, allora la situazione diventa difficile, perché si scoprono carte che non possono determinare nulla di diverso rispetto a sfiducia e pessimismo.

Inoltre, dopo il successo ottenuto nei primi mesi, il Quantitative Easing, il massiccio programma di acquisto di titoli di Stato da parte delle banche centrali, non sta dando più i frutti sperati, cioè l’aumento indiretto della domanda aggregata. E, di conseguenza, anche la promessa di dare stabilità ai mercati risulta non più mantenuta. Una situazione, questa, che potrebbe essere una delle possibili spiegazioni razionali dell’accanimento sui titoli italiani, in forte calo da ormai cinque settimane. Scenario su cui si stagliano le tensioni recenti tra il Governo italiano e i vertici europei, le quali non aiutano a conciliare le parti su alcune questioni molto delicate. Si assiste a convinte resistenze da parte della Commissione Europea, che non sembra disposta a concedere aiuti di Stato per quel che riguarda le banche italiane, che trainano il crollo della Borsa italiana, e a usare eccessiva flessibilità per quel che concerne le politiche di bilancio (all’Ue non è piaciuta la Legge di Stabilità 2016, la quale, soprattutto in rapporto al fiscal compact, potrebbe comportare diverse situazioni problematiche in futuro).

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