Disoccupazione, Istat: ai minimi da tre anni

Disoccupazione, Istat: ai minimi da tre anni

Continua a diminuire il tasso di disoccupazione nel nostro paese. Secondo quanto stimato dall’Istat, la disoccupazione ha raggiunto il minimo da tre anni, calando a novembre dello 0,2% rispetto a luglio e attestandosi a quota 11,3%. In diminuzione anche la disoccupazione giovanile, che a novembre risulta pari al 38,1% (-1,2% su ottobre): si tratta del livello minimo da giugno 2013.

La previsione dei disoccupati a novembre diminuisce dell’1,6% (-48mila); la flessione concerne uomini e donne e le persone con meno di 50 anni. Su base annua la disoccupazione fa registrare un forte calo (-14,3%, pari a -479mila persone in cerca di lavoro).

Dopo la crescita di settembre (+0,5%) e ottobre (+0,3%), a novembre la previsione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni resta sostanzialmente stabile, risultato dell’equivalenza tra calo delle donne e crescita degli uomini. Il tasso di inattività, pari al 36,3%, resta invariato. Su base annua aumenta anche l’inattività (+1%, pari a +138mila persone inattive).

Il numero dei giovani disoccupati tra i 15 e i 24 anni incide sul totale dei giovani della stessa classe di età in misura pari al 9,8% (il che equivale a dire che poco meno di un giovane su 10 è disoccupato), ovverosia lo 0,4% in meno rispetto a novembre. Nell’ultimo mese il tasso di occupazione e quello di inattività tra i 15-24enni aumentano entrambi di 0,2 punti percentuali. Su base mensile, i disoccupati al di sotto dei 25 anni sono diminuiti di 22mila unità, mentre gli occupati hanno fatto registrare un aumento di 11mila unità.

Dunque, dopo la crescita dell’occupazione fatta segnare tra giugno e agosto (+0,5%) e il calo di settembre (-0,2%) e ottobre (-0,2%), a novembre 2015 la stima degli occupati torna ad aumentare dello 0,2% (+36mila). Secondo l’Istat, “tale crescita è determinata dalla componente femminile e dall’aumento dei dipendenti permanenti e degli indipendenti mentre calano i dipendenti a termine”.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook