Fiat, Marchionne: nessun aiuto da Italia ed Europa

Sergio Marchionne, intervenuto al salone dell’auto di Parigi, mette le cose in chiaro: “Non cerchiamo aiuto né dall’Italia né dall’Europa”. L’amministratore delegato della Fiat mette i puntini sulle “i” smentendo alcune indiscrezioni che erano trapelate negli ultimi giorni su una presunta richiesta di aiuti del Lingotto alla Fiat e all’Europa.

Sull’Associazione europea dei costruttori automobilistici e sull’uscita da Confindustria, poi, l’ad della Fiat è categorico: “Se il consiglio mi chiede di dimettermi la Fiat esce dall’Acea. Per quanto riguarda la questione dell’uscita dell’azienda da Confindustria, posso solo dire che non mi manca affatto, anche perché il nostro rientro sarebbe inspiegabile. Ho invece un rapporto ottimo con l’Unione Industriale con cui abbiamo un forte legame anche per ragioni storiche. Bisogna precisare, comunque, che il ritiro di Fabbrica Italia non ha niente a che fare con la Fiom”.

Ad una domanda sull’interesse di costruttori esteri a produrre stabilimenti in Italia, Marchionne risponde: “I costruttori esteri interessati a produrre negli stabilimenti sono praticamente zero; non ho ricevuto alcuna proposta. Questo però non vuol dire che io ci abbia rinunciato. Continuerò a cercare un partner finché sarò nella Fiat”.

Marchionne, dunque, conferma le intenzioni che aveva già cercato di tradurre in fatti in passato, per ben 8 anni e mezzo, come da lui stesso affermato nell’intervento all’assemblea dell’Unione Industriale di Torino, senza però riuscirci. “In questo ho completamente fallito”, aveva ammesso in quell’occasione.

Nelle settimane scorse era circolata la voce di un interessamento di Mazda ad uno stabilimento italiano, ma l’Ad di Fiat smentisce: “L’azienda giapponese non è interessata a produrre in Italia”. Con riferimento alla fusione tra Fiat e Chrysler, invece, precisa: “Era un atto dovuto ed è ancora da completare. Senza Chrysler avremmo sofferto le pene dell’inferno in Europa”.

In merito a Mirafiori, dove dovrebbero essere prodotti due suv Fiat e Jeep di piccole dimensioni: “Non ho ancora messo il miliardo. Stiamo ancora valutando la situazione dei modelli. Voglio essere libero di decidere il portafoglio prodotti”.

Infine, Marchionne lancia un monito al governo italiano, sottolineando la necessità di cambiare il fisco per favorire l’export, applaudendo comunque alle ultime iniziative politiche del premier Monti
e del presidente della Bce Mario Draghi.

Giuseppe Ferrara
28 settembre 2012

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