Censis: Cambia la vita degli Italiani, tra take away e car sharing

Censis: Cambia la vita degli Italiani, tra take away e car sharing

Il 49° rapporto Censis sulla situazione del nostro Paese nel 2015, presentato stamane, fotografa un “letargo esistenziale collettivo”, ed una accentuata paura di progettare il futuro.

Un’ Italia che torna ad investire sulla solidità del “mattone”, in cui i consumi sono in ripresa, ma dove una famiglia su cinque ha difficoltà economiche.
Secondo la ricerca sopravvive chi si adatta ai cambiamenti, punta sull’inventiva e sulle nuove tecnologie.

Esempio ne sono i giovani che cercano lavoro all’estero o che tentano in Italia la strada delle start-up: il 15% degli under 30 ha intenzione di avviarne una nei prossimi anni, investendo principalmente nei settori della ristorazione e della ricettività. L’Italia rispetto ai principali Paesi europei ha il più alto numero di giovani lavoratori autonomi.

Cambiano le attività commerciali nelle città, crolla la presenza di macellerie, boutique e librerie ed aumenta quella dei take away (+37%), spesso gestiti da cittadini stranieri. Gli stranieri sono tra i più coraggiosi nell’intraprendere nuove attività, tra loro i titolari di impresa, dal 2008 al 2014, sono aumentati del 31.5% (soprattutto nel commercio).

Nuovi stili di vita
Dal rapporto annuale emergono nuovi stili di consumo digitali e relazionali: 15 milioni di italiani fanno acquisti sul web e per muoversi nelle grandi città puntano sul car sharing (8.4% dei giovani).

Luci e ombre del Web
Internet è diventato strumento indispensabile nelle nostre vite con una penetrazione raggiunta del 70.9% della popolazione italiana e con una grande vitalità delle connessioni mobili, attraverso smartphone (utilizzati dal 52.8% degli italiani) e tablet (un italiano su quattro). Proprio il web è sempre più utilizzato per cercare informazioni sanitarie, come quelle sulle vaccinazioni, reperite su internet da 4 italiani su 10. La fruizione digitale non è, però, priva di insidie, cresce la diffusione tra i minori di giochi online e di casi di cyberbullismo, contro i quali sono intervenuti il 54.9% dei dirigenti scolastici.

Mezzi di comunicazione
La televisione resta il medium seguito dalla quasi totalità della popolazione (96.7%) e si conferma una larghissima diffusione di massa della radio, ascoltata dall’ 83.9% degli italiani. Nello stesso tempo cresce la credibilità dei nuovi media, apprezzati per il linguaggio chiaro e comprensibile, ma anche per l’indipendenza, la professionalità della redazione, l’oggettività e la rapidità di aggiornamento. Crollano gli ascolti delle tv locali, che risentono anche della flessione dei ricavi pubblicitari e dei contributi pubblici, così come non si inverte il trend negativo della carta stampata e della vendita di libri; respirano, invece, i quotidiani online, che registrano un aumento di contatti. Aumenta la presenza degli italiani sui social media, dove Facebook la fa da padrone, con un’adesione del 50.3% dell’intera popolazione.

Università
Diminuisce il numero degli immatricolati, soprattutto al Sud, ma aumentano gli studenti che proseguono gli studi universitari. Il 44.2 % si concentra nei mega atenei. Si registrano forti squilibri nella Penisola circa le risorse destinate agli studenti per attività di orientamento e tutoraggio. Il 60% sono concentrate nelle Regioni del Nord.

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