Il caro benzina dipende dal nostro stile di vita, nonostante sia sceso del 20%

Forse è solo una provocazione o forse si tratta solo di una battuta, fatto sta che le recenti  affermazioni di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, lasciano perplessi. Ecco le frasi riportate da gestoricarburanti.it: “Ci lamentiamo per l’eccessivo costo della benzina? Per chi sta dalla parte dei Produttori costa, invece, fin troppo poco. E se il prezzo è considerato elevato, la colpa va attribuita al nostro stile di vita. Non siamo disposti, infatti, a rinunciare a nulla: ciò significa che il petrolio non ha raggiunto ancora un costo tale da essere ritenuto insostenibile e da provocare, quindi, un mutamento del nostro modo di vivere”.


OmniAuto.it  invece non intende prendere posizione, per lasciare spazio a liberi commenti sulla teoria di Scaroni? In sostanza, il manager, partecipando al Day Rotary Patavini, invitato dal dipartimento di Scienze economiche di Padova per affrontare il tema “Energia e politiche dello sviluppo” ha sottolineato che in un’epoca di consumi elevati, una delle cause del caro benzina è dato dal fatto non riusciamo a farne a meno, sia pure in Italia i consumi di carburante sono scesi del 20% rispetto al 2011, ma la benzina era e resta necessaria, quindi preziosa e costosa.

Inoltre Scaroni, nell’affrontare il tema del caro benzina,  aggiungeva che la crisi dell’Iran pesa dai 15 ai 20 dollari al barile e afferma: “È vero che sul prezzo del greggio influiscono speculazione e rischi internazionali, ma è altrettanto vero che l’Occidente non fa nulla per ridurre i consumi. In 20 anni il costo del petrolio è cresciuto di dieci volte, eppure i consumi non sono calati”.

Precisando inoltre: “Se solo gli Stati Uniti sostituissero il loro parco auto con vetture meno assetate, risparmierebbero ogni anno qualcosa come l’intera produzione di greggio dell’Iran, così come se gli americani vivessero con temperature normali in casa, uguali all’Europa, oppure se tutti usassimo auto a minor consumo, si arriverebbe a un 20% in meno di consumi nel mondo”.

Sempre secondo Scaroni in Italia abbiamo troppe pompe di benzina e dai dati pubblicati dall’Unione petrolifera riferiti alla rete di vendita censita fino al 2010, le pompe sono 21.120, di cui 4.538 impianti a marchio Eni, contro le 9.000 del Regno Unito. Quindi se  accettassimo di avere meno stazioni di carburante in giro otterremmo sicuramente altri risparmi.

Infine, secondo i dati ufficiali, il consumo pro capite negli USA è di 25 barili all’anno, in Europa di 12 e la famigerata Cina, accusata dall’Occidente di essere la causa di tutti i mali, ha un consumo di soli due barili a testa. In Pratica la Cina utilizza l’8% del petrolio mondiale, contro il 18% dell’Europa e il 25% degli Usa”.

Sebastiano Di Mauro
24 luglio 2012

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