“Benvenuti al sud”, la fotografia di un’Italia divisa e diseguale

“Benvenuti al sud”, la fotografia di un’Italia divisa e diseguale
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Il Pil italiano nelle regioni del sud cresce, ma si parla solo di un timidissimo +0,1% nel 2015. È questo il dato più evidente del rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno. Nelle regioni del Centro-Nord, invece, si attesta una crescita del +1%, un risultato non da poco, ma con uno scarto dello 0,9% tra Nord e Sud. Una prima variazione positiva da sette anni. Anche nel 2016 il Pil italiano dovrebbe aumentare, +0,7% nelle regioni del Sud e +1,5% nel Centro-Nord.

Il dato è interessante: s’interrompe l’andamento negativo degli investimenti fissi lordi, iniziato nel 2007. Anche sul piano occupazionale si prevede un aumento del +0,6% al Sud e del +0,9% al Centro-Nord.

La crisi iniziata nel 2008 diventa, per il Sud, la “Questione meridionale”, l’altra faccia del Mezzogiorno, con un freno sullo sviluppo economico e un forte aumento della disoccupazione. “Corsi e ricorsi storici”, secondo la filosofia di Giambattista Vico. Un Paese diviso e diseguale, spaccato in due, dove il Sud scivola sempre di più con un continuo divario del Pil pro-capite.

Una delle possibili soluzioni per porre rimedio alla “Questione meridionale”, secondo il rapporto Svimez, è quella di prorogare, per il 2016, per la durata di 36 mesi, l’esonero del pagamento dei contributi Inps a carico del datore di lavoro per le nuove assunzioni a tutele crescenti, misura introdotta con la legge di stabilità del 2015.

E se si osserva il meridione come una questione si continua a sbagliare, il Sud non deve essere considerato un problema, ma una risorsa. Non può accontentarsi del sole, del mare e del vento, occorre che l’economia possa girare, ripartire dalla bellezza, dalla cultura e dai fondi comunitari.

L’ UE deve darci delle risposte e trovare soluzioni. Lo si deve alle nuove leve, ai giovani laureati e a chi continua ad amare la propria terra. Solo la riduzione della disparità tra le regioni italiane può rendere l’Italia un Paese unito e in grado d’imporre la sua economia nel mondo. Allora sì che si potrà dire davvero “Benvenuti al Sud”.

Livio Marsico

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