Moody’s taglia rating titoli italiani, ma le Borse lo ignorano

Ennesimo duro colpo sferrato da Moody’s all’immagine dell’Italia. L’agenzia di rating ha declassato di ben due gradini il rating dei titoli di Stato italiani, che scendono da A3 a Baa2. Secondo il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, è un giudizio «del tutto ingiustificato e fuorviante perché non tiene conto del grande lavoro che il nostro Paese sta facendo».

Ma il governo italiano non è il solo a reputare sconsiderato questo declassamento. La Commissione europea ha definito «inappropriata» e «discutibile» la tempistica del taglio effettuato dall’agenzia di rating americana, per la coincidenza con l’importantissima asta dei titoli di Stato. È il portavoce Simon O’Connor ad affermarlo, ribadendo l’apprezzamento europeo sugli sforzi che il nostro Paese sta affrontando in vista del risanamento dei conti pubblici, definiti «impressionanti, se non senza precedenti».

Tuttavia, almeno per il momento, i mercati sembrano insensibili alla decisione di Moody’s. Le Borse europee viaggiano in rialzo, anche se Milano fatica a stare al passo e si mantiene vicina alla parità. Ma già il mancato tracollo dopo la mossa di Moody’s è da considerare una risposta più che positiva. Intorno alle 13, l’indice FTSE Mib cede lo 0,01% e l’Allshare sale dello 0,04%.

Risultati positivi anche sul fronte dei titoli di Stato: l’asta dei Btp a 3 anni ha fatto registrare un sensibile calo dei rendimenti. Il Tesoro ha ceduto titoli con scadenza luglio 2015 per 3,5 miliardi di euro totali, somma che rappresenta il massimo ammontare prefissato. I tassi sono calati al 4,65% dal 5,30% dell’analoga asta effettuata a giugno. La conseguenza immediata del buon andamento dell’asta è stata la discesa dello spread, che comunque si mantiene ancora alto, sui 470 punti base.

Giuseppe Ferrara

13 luglio 2012

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