Volkswagen, si allarga la questione delle emissioni truccate

Volkswagen, si allarga la questione delle emissioni truccate

Aumenta considerevolmente la portata della questione dei dati alterati delle emissioni ambientali delle auto diesel di Volkswagen vendute negli ultimi anni negli Stati Uniti. Il titolo azionario del gruppo tedesco, già crollato di oltre il 18% nella giornata di ieri, cede in avvio di seduta altri 4 punti percentuali e mezzo. L’inchiesta aperta dall’Epa (agenzia per la protezione ambientale statunitense) potrebbe condurre ad una multa di oltre 18 miliardi di dollari con possibili implicazioni penali per la casa di Wolfsburg. A ciò si aggiungerebbero i notevoli danni d’immagine che lo scandalo comporterà in maniera inevitabile anche in relazione al mercato europeo.

La Francia, nel frattempo, ha già sollecitato un’inchiesta a livello europeo per cercare di tranquillizzare i cittadini e operare un controllo anche sulle altre case automobilistiche europee, come precisato dal ministro delle Finanze, Michel Sapin.
In Australia il dipartimento del governo che gestisce le verifiche ambientali ha chiesto alla Volkswagen se anche le auto vendute nel paese abbiano al loro interno il famigerato software «civetta» scoperto negli Stati Uniti. Una richiesta simile a quella già presentata in Italia dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il quale ha chiesto a Volkswagen Italia rassicurazioni sul mercato del nostro paese, e dalla Corea del Sud, dove il ministero dell’Ambiente sudcoreano ha convocato i responsabili del colosso tedesco per ottenere le informazioni necessarie sulla questione. Inoltre, Seul ha annunciato l’effettuazione di verifiche su tre dei modelli diesel della casa tedesca, operazione che coinvolgerà tra 4mila e 5mila veicoli Jetta, Golf e Audi A3 prodotti nel 2014 e 2015. Si valuta addirittura di richiamare tali veicoli, dopo l’indagine.

Intanto, cominciano ad arrivare le prime dichiarazioni ufficiali dell’Unione europea. Lucia Caudet, Portavoce Ue per il mercato interno, precisa che “per il bene dei nostri consumatori e dell’ambiente, abbiamo bisogno di avere la certezza che l’industria rispetti scrupolosamente i limiti sulle emissioni delle auto”.

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