Borsa cinese in rialzo dopo cinque sedute negative. Ma panico tra i giornalisti

Borsa cinese in rialzo dopo cinque sedute negative. Ma panico tra i giornalisti

shanghaiLa borsa cinese fa registrare un andamento positivo (3,13%) mentre Shenzhen, l’altra grande piazza della Cina continentale, avanza dello 0,75%, dopo cinque sedute consecutive in flessione. A Tokyo il Nikkei ha aumentato il suo guadagno: dopo aver aperto le sedute a +1,65% fa segnare un progresso del 2,20%, a 18.791,31 punti. L’indice principale fa registrare al termine degli scambi un calo dell’1,05% a 2.933 punti.

Tutto ciò mentre desta notevole scalpore l’accusa dell’agenzia di stampa governativa, la Xinhua, la quale ha dato tutta la colpa del Black Monday della borsa cinese e delle sue temibili conseguenze agli Stati Uniti, in particolare all’atteso aumento del costo del denaro Usa. Ad affermarlo è lo stesso direttore dell’agenzia di stampa. Anche se, a onor del vero, il vero bersaglio della propaganda governativa sono i giornalisti e broker. Un giornalista del settimanale economico Caijing, infatti, è stato arrestato perché ha raccontato qualcosa che, evidentemente, non è andato giù al governo, ovvero che il valore delle azioni cinesi era in calo. Oltre ai giornalisti, sono finiti in manette anche diversi analisti finanziari: almeno 8 dipendenti della banca di investimenti Citic Securities sarebbero stati portati via dalla polizia, ma anche la Haitong Securities, GF Securities, Huatai Securities e Founder Securities sono state messe sotto inchiesta. Il numero degli arrestati è, tuttavia, non ancora precisato.
Una situazione che crea dell’ulteriore panico in un contesto già di per sé molto ingarbugliato, che non ha risparmiato la produzione di conseguenze deleterie anche sui mercati azionari europei.

Tutto ciò dopo la nuova iniezione di liquidità da parte della Banca centrale cinese a sostegno del sistema bancario del paese. La Peoplès bank of China, nel corso della notte di giovedì, ha effettuato una nuove iniziazione di liquidità, stimata attorno ai 150 miliardi di yuan, circa 23,4 miliardi di dollari, attraverso un’operazione di reverse repo.

Giuseppe Ferrara
29 agosto 2015

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