Fmi: 20 anni per tornare al livello di occupazione pre-crisi

Fmi: 20 anni per tornare al livello di occupazione pre-crisi

bce-afp-telefoto-kuAG--258x258@IlSole24Ore-Web“Senza una significativa accelerazione della crescita, ci vorranno 10 anni alla Spagna e quasi 20 anni a Portogallo e Italia per riportare il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi”. Ad affermarlo è il Fondo monetario internazionale nell’Article Iv per l’area euro, il quale precisa inoltre che la disoccupazione nell’area euro è “alta e probabilmente lo resterà per del tempo”. La ripresa nell’Eurozona è in fase di accelerazione, con il pil che crescerà dal +1,5% del 2015 al +1,7% del 2016. La crescita potenziale, prevista per l’1% nel medio termine, è comunque troppo esigua per ridurre la disoccupazione.

Le previsioni del Fmi secondo cui servirebbero 20 anni in Italia per riportare l’occupazione ai livelli pre-crisi “è fondata su una metodologia che non tiene conto delle riforme strutturali che già sono state introdotte”, sottolinea in una nota il ministero dell’Economia. Vero è che le raccomandazioni del Fondo monetario internazionale non sono affatto avulse dalla realtà: “Bisogna aumentare l’efficienza del settore pubblico e migliorare quella della giustizia civile. Migliorare la flessibilità del mercato del lavoro e aumentare la concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi. Occorre adottare e attuare la prevista riforma della Pubblica amministrazione, che dovrebbe includere riforme all’approvvigionamento dei servizi pubblici locali, delle gare pubbliche e della gestione delle risorse umane”.

Con riferimento poi alla situazione greca, il Fondo monetario internazionale chiede all’area euro “di usare, se necessario, tutti gli strumenti disponibili per gestire i rischi di contagio che potrebbero partire dal paese ellenico. Anche se la reazione del mercato al recente passaggio del pacchetto di riforme in Grecia è stata positiva, ulteriori episodi di significativa incertezza e volatilità dalla situazione greca non possono essere esclusi. Gli strumenti a disposizione dell’area euro sono adeguati per affrontare un possibile contagio nel breve termine dalla Grecia, sebbene non ci si aspetti un reale contagio”.

Giuseppe Ferrara
28 luglio 2015

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