Fisco, mancano più di 3 miliardi. Corte dei Conti: Troppe tasse

Buco nell’entrate fiscali, all’appello mancano 3,477 miliardi di euro. Le casse dello Stato risultano più vuote del 2,9% nei primi 4 mesi del 2012 rispetto a quanto previsto dai dati contenuti nel Documento di economia e finanza. È la Ragioneria generale dello Stato a rivelarlo, precisando che “a tale discrepanza contribuiscono le entrate del bilancio dello Stato per -3,140 miliardi di euro (-2,7%) e in particolare il gettito Iva che riflette fattori di natura congiunturale. In flessione anche i ruoli per -93 milioni di euro (-4,5%), le poste correttive per -160 milioni di euro (-2,2%) e le entrate tributarie degli enti territoriali per -84 milioni di euro (-1,2%)”.
Dalla lettura di queste cifre emerge un dato davvero preoccupante. Nonostante l’aumento del peso delle tasse, il gettito regredisce. Basterebbe analizzare il significato di quest’ultimo per capire la stranezza del risultato prospettato dalla Ragioneria dello Stato. Il gettito fiscale è l’insieme delle entrate nelle casse dello Stato che derivano dall’imposizione fiscale. Seguendo il filo logico sottostante al concetto di gettito, all’aumento delle tasse dovrebbe corrispondere un aumento delle entrate dello Stato. E invece in Italia non è così, anzi, è esattamente il contrario. Questo paradossale risultato è determinato dalla crescita che continua ad essere tanto auspicata quanto lontana da una effettiva realizzazione.

Secondo la Corte dei Conti, lo stallo nella crescita economica è dovuta proprio all’elevatissima pressione fiscale. Sembra di assistere alla scena di un cane che si morde la coda. Secondo i giudici contabili, la pesante imposizione fiscale potrebbe dare il via ad un circolo vizioso, bloccando di fatto la crescita del nostro Paese. La Corte aggiunge, inoltre, che l’evasione continua a rappresentare un fattore che incide negativamente, e in maniera pesante, sul sistema tributario e sull’economia italiana: “Il tasso di evasione è stato stimato in misura pari al 29,3% per l’Iva e al 19,4% per l’Irap, risolvendosi in un vuoto di gettito di oltre 46 miliardi all’anno. In tale situazione si rafforzano le ragioni per puntare sull’ampliamento della base imponibile, assegnando alla lotta all’evasione e all’elusione, oltre che al ridimensionamento dell’erosione, il compito di assicurare margini consistenti per riequilibrare il sistema di prelievo, conciliando almeno in parte rigore, equità e crescita”.
A peggiorare la situazione concorre poi anche la corruzione del settore sanitario. A lanciare l’allarme è Luigi Mazzillo, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, il quale ha affermato che “la sanità continua a presentare fenomeni di inappropriatezza organizzativa e gestionale, che ne fanno opportunamente un ricorrente oggetto di attenzione ai fini dei programmi di tagli di spesa”.

Giuseppe Ferrara
5 giugno 2012

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