Crisi, la Casa Bianca scettica sulle misure dell’Ue

Le misure anticrisi adottate dall’Ue non bastano. La Casa Bianca torna ad attaccare l’Ue e lo fa con il portavoce Jay Carney, che non ha nessuna remora a sottolineare lo scetticismo dei mercati circa le misure prese dall’Unione europea: “I mercati mostrano ancora scetticismo sul fatto che l’Europa possa compiere i passi necessari per avviare la ripresa e per rimuovere i rischi che la crisi possa peggiorare”.

Secondo Carney, è necessario un ulteriore sforzo dei leader europei in vista dell’incontro tra capi di Stato e di governo che si terrà a fine giugno, posto che “gli interventi intrapresi dall’Ue non sono sufficienti per rimuovere il rischio di un peggioramento della situazione” e che “la difficile situazione europea sta creando seri problemi all’economia globale, compresa quella americana”. Proprio in considerazione delle ripercussioni negative che la crisi europea sta avendo sulla situazione economica americana, la Casa Bianca avverte che gli Stati Uniti non possono fare altro che “isolare la propria economia dall’impatto deleterio della crisi dell’Eurozona”.

Jay Carney concentra poi le sue critiche sull’operato del Congresso. “Ci sono almeno dieci cose che il Congresso potrebbe fare e non fare. Se le avessero fatte il quadro sarebbe ora molto diverso”, ha detto il portavoce della Casa Bianca riferendosi al pessimo dato sull’occupazione pubblicato la scorsa settimana.
Carney ha aggiunto che il presidente Obama sta già discutendo con i propri consulenti economici misure a sostegno del lavoro e che userà tutti i mezzi a sua disposizione, sia amministrativi sia esecutivi per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Lo scetticismo sull’Europa non riguarda solo gli Stati Uniti, ma ha contagiato anche le agenzie di rating. Standard & Poor’s ha affermato oggi che esiste la possibilità, calcolata in una probabilità di uno su tre, che la Grecia esca dall’Europa nei prossimi mesi a causa dei rifiuti di Atene sulle riforme richieste dall’Ue, Bce e Fondo Monetario Internazionale e dalla conseguente sospensione degli aiuti economici esterni. In compenso, però, l’agenzia di rating newyorkese ha ritenuto poco probabile che qualche altro Paese europeo possa seguire la Grecia nell’uscita dall’Eurozona.

Giuseppe Ferrara
4 giugno 2012

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