Ocse: in Italia pareggio di bilancio entro il 2014

Il deficit italiano si ridurrà progressivamente fino ad azzerarsi, scendendo all’1,7% del Pil  nel 2012 e allo 0,6% nel 2013. È l’Ocse, nel suo ultimo “Economic Outlook”, a fare questa incoraggiante previsione. I dati risultano leggermente meno ottimistici rispetto a quelli di sei mesi fa, quando la stessa organizzazione aveva intravisto le possibilità di una riduzione del deficit-Pil del 2012 fino all’1,6 % e di un quasi azzeramento nel 2013.

<<L’Italia si sta incamminando sulla giusta strada per eliminare il suo deficit, grazie soprattutto alle importanti riforme strutturali che ha intrapreso, che le hanno permesso di progredire verso la meta del risanamento delle finanze pubbliche>>, è quanto si legge nella parte del rapporto dedicata al nostro Paese.

Per quanto concerne la situazione globale dei paesi industrializzati, l’economia mondiale risulta in <<tenue ripresa, ma ancora piena di sobbalzi>>, sebbene rinvigorita da accomodanti politiche monetarie e da un importante accrescimento della fiducia generale. L’Ocse prevede una crescita più sostenuta negli Stati Uniti e in Giappone, mentre l’Europa, per quest’anno, dovrà lottare contro una difficile situazione di recessione. Secondo l’ente di Parigi, infatti, l’Eurozona avrà una crescita negativa dello 0,1% nel 2012, a cui seguirà un fragile 0,9% nel prossimo anno. Complessivamente, invece, i 34 Paesi più industrializzati dovrebbero godere di una crescita dell’1,6% quest’anno e del 2,2% nel 2013.

Infine, l’Ocse raccomanda all’Eurozona un orientamento nella direzione dell’allentamento del costo del denaro, allo stesso tempo suggerendo una stabile cristallizzazione delle buone condizioni attualmente praticate in Usa e Giappone. Dal rapporto emerge un vivo caldeggiamento per la stabilizzazione di favorevoli condizioni delle politiche monetarie, in particolare il mantenimento nell’intero arco temporale di proiezione (sei mesi) di un tasso di riferimento pari allo 0,25% per gli Stati Uniti e di un tasso overnight vicino allo zero per l’Eurozona, il tutto in una situazione di probabile crescita economica (seppur modesta), di consolidamento fiscale e pressioni inflattive meno pesanti.

Intanto, lo spread tra Btp e Bund raggiunge il minimo da una settimana, stringendosi a 427 punti base. Lo scorso mercoledì il differenziale aveva toccato il picco di 470 punti base, che rappresentava il massimo dal 18 gennaio. Il rendimento del decennale italiano è ora al 5,785%, dopo la chiusura di ieri al 5,937%. Non solo il mercato obbligazionario, ma anche quello azionario fa segnare forti progressi. Piazza Affari è in significativa ripresa: il Ftse Mib segna +2%, il Ftse Italia All-Share +2%, il Ftse Italia Mid Cap +2,3%, il Ftse Italia Star +0,8%.

Giuseppe Ferrara
22 maggio 2012

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