Draghi: il Qe funziona, dopo frenata Pil segni di inversione in Europa

Draghi: il Qe funziona, dopo frenata Pil segni di inversione in Europa

 Ha parlato ieri nel corso di un convegno a Francoforte Mario Draghi usando parole di ottimismo verso l’effetto che il Qe avrà sull’economia europea. Dopo il tanto atteso annuncio del 22 gennaio, lunedì scorso la Bce ha messo in campo un piano di acquisti di Titoli di Stato e non solo, per un valore di 60 miliardi di euro al mese, fino almeno al settembre del 2016. 1.140 miliardi, sarà questo l’ammontare di liquiditià che Draghi, tramite la Bce, immetterà nel circuito economico europeo con l’obiettivo dare nuovo slancio all’economia e all’inflazione.
A Francoforte Draghi ha annunciato che esistono “buoni motivi” per pensare che l’aumento del bilancio della Bce “supporterà un rimbalzo dell’inflazione”. L’obiettivo perseguito dalla Bce con il lancio del Qe è di riportare l’inflazione, attualmente spalmata intorno allo zero, in area 2%.
A due giorni dal lancio del Qe europeo quindi, Mario Draghi, il suo primo sostenitore, propone già un bilancio del piano di acquisti europei. Draghi è sicuro che con il bazooka di politica economica ultraespansiva la Bce “è in grado di stabilizzare l’inflazione e ce la farà”. Inoltre il numero uno della Bce sottolinea che gli ultimi indicatori econominci, finalmente positivi, mostrano che la frenata della crescita dell’Eurozona sta invertendo la sua rotta. Inoltre secondo Draghi, il Qe iniziato lunedì scorso proteggerà i paesi dell’Eurozona da un eventuale contagio.
Anche sul fronte strettamente italiano iniziano a farsi sentire gli effetti del Qe Draghi: ieri infatti, il Mef ha collocato tutti i 6,5 miliardi del Bot a 12 mesi con un tasso, allo 0,079%, che ha segnato un nuovo record. Buone notizie arrivano anche sul fronte monetario: il cambio euro-dollaro ha toccato un nuovo minimo, sfiorando la parità assoluta. La svalutazione dell’euro e quindi la spinta positiva per le esportazioni è un altro effetto positivo del Quantitative easing.
Ma il Qe in mano a Mario Draghi non può essere considerato come la bacchetta magica che riporterà da solo in carreggiata l’economia dell’eurozona. Come ha ribadito ieri Draghi, il piano di acquisti lanciato lunedì è un “seme” per la ripresa. Ma sta ai governi dei paesi europei, tramite l’attuazione delle riforme, il compito di rendere fertile il terreno su cui il Qe andrà ad operare.

Marta Panicucci
12 marzo 2015

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