Buonuscita Terna, la CEO Giuseppina Di Foggia rinuncia a 7,3 milioni di euro: la svolta prima dell’ingresso in Eni
Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata di Terna, ha formalmente rinunciato alla buonuscita prima del suo possibile passaggio a ENI. Dopo settimane di polemiche sull’entità della liquidazione, la decisione è stata comunicata con una nota ufficiale, contribuendo a ridurre le tensioni e aprendo la strada a una nuova fase della sua carriera.
L’annuncio: tra indecisioni, polemiche e rinuncia
Dal 2023 Di Foggia è amministratrice delegata e direttrice generale di Terna, oltre a essere la prima donna alla guida del gruppo. Al momento della nomina, un verbale del consiglio di amministrazione del 9 maggio 2023 aveva previsto per lei un’indennità di fine rapporto pari a circa 7,3 milioni di euro. Una cifra che ha suscitato ampio dibattito, sia per l’importo elevato rispetto agli standard italiani, sia perché Terna è una società strategica controllata indirettamente dal Tesoro, e quindi soggetta a particolare attenzione pubblica e politica sui compensi dei vertici.
Il 9 aprile scorso il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha indicato Di Foggia nella lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di ENI. La nomina comporterebbe l’uscita da Terna e l’ingresso nel gruppo energetico, al posto dell’attuale presidente Giuseppe Zafarana. In un primo momento, la manager aveva rivendicato l’accordo sulla buonuscita definito nel 2023, riaccendendo le polemiche.
A intervenire è stata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che lo stesso 9 aprile ha chiarito come fosse necessario scegliere tra il nuovo incarico in ENI e la liquidazione di Terna. Sulla stessa linea il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui l’indennità non sarebbe spettata in caso di passaggio a un altro ruolo pubblico.
Dopo il confronto istituzionale e mediatico, Di Foggia ha quindi deciso di rinunciare alla buonuscita. In una comunicazione ufficiale si legge che “la manager ha manifestato la propria disponibilità a sottoscrivere un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto.”
La scelta apre ora la strada al suo ingresso in ENI, subordinato alle dimissioni da Terna e alle prossime assemblee: quella di ENI è prevista per il 6 maggio, mentre quella di Terna si terrà il 12 maggio. Bisognerà aspettare la metà di maggio per avere maggiori certezze.




