Oggi parte il quantitative easing: ecco tutto ciò che dovete sapere sul bazooka di Draghi

Oggi parte il quantitative easing: ecco tutto ciò che dovete sapere sul bazooka di Draghi

 Mario DraghiOggi parte il quantitative easing, l’ormai noto bazooka di politica monetaria ultraespansiva messo in campo da Mario Draghi per contrastare la deflazione nell’eurozona e favorire il rilancio economico.

Questo intervento annunciato da Draghi lo scorso 22 gennaio, arriva dopo altre misure espansiva come le aste di Tltro che non hanno sortito l’effetto sperato. Così la Banca centrale europea, vincendo le resistenze di alcuni paesi, Germania in primis, ha deciso di lanciare il quantitative easing. In pratica la Bce da oggi farà una cosa molto semplice: stamperà moneta per comprare sul mercato secondario titoli di Stato, obbligazioni di istituzioni europee, titoli cartolarizzati e obbligazioni garantite.

Come sappiamo il quantitative easing, annunciato da Draghi non è un’invenzione della Bce. Altre nazioni, padrone della propria politica monetaria, ne fanno ampio uso da anni. Dopo lo scoppio della crisi dei mutui subprime la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti ha fatto ricorso al Quantitative easing. La Fed ha iniettato nel sistema americano nuova liquidità, circa 40 miliardi al mese, dal 2008 fino all’ottobre 2014. La banca centrale d’Inghilterra nel 2009 ha attivato un piano di acquisti del valore di 375 miliardi di sterline, mentre la Banca centrale giapponese ha disposto acquisti per 91 mila miliardi di yen.

Il quantitative easing europeo prevede acquisti per 60 miliardi al mese fino al settembre 2016, salvo rinvii. L’obiettivo finale è iniettare nell’economia europea 1.140 miliardi di euro, portando così il bilancio della Banca centrale vicino al livello del 2013, cioè a quota 3.500 miliardi. Della somma totale acquistata dall’Eurotower si stima che almeno 950 miliardi arriveranno dai Titoli sovrani e in particolare, da quattro paesi: Germania, Francia, Italia e Spagna. Secondo il piano, la Bce a partire da oggi, e fino al settembre 2016, comprerà 167 miliardi di debito italiano.

Secondo i piani della Bce, il quantitative easing, avrà tre effetti principali sull’economia europea:
– abbassare ulteriormente i tassi di interesse e di conseguenza contrastare il credit crunch e far risparmiare agli Stati in termini di costo del debito;
– riportare l’inflazione vicino alla soglia del 2%;
– favorire la svalutazione dell’euro e quindi dare nuovo slancio all’esportazioni europee.

Marta Panicucci
9 marzo 2015

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