Divario salari-prezzi ai massimi da 17 anni

Secondo un’indagine dell’Istat, la forbice tra le retribuzioni contrattuali orarie e l’inflazione aumenta in modo significativo: il divario si è attestato a 1,8 punti percentuali a gennaio e 1,9 punti percentuali a febbraio e marzo. Tale soglia non veniva raggiunta dal lontano agosto 1995.

Questi dati si ottengono sottraendo il livello d’inflazione dall’andamento dei salari. Il tasso d’inflazione annuo si mantiene sullo stesso livello fatto registrare a febbraio (3,3%). A gennaio lo stesso dato era risultato pari al 3,2%. Le retribuzioni contrattuali orarie, invece, sono aumentate del 1,4% rispetto a febbraio 2011.

Dati sterili e asettici, che riescono a dare solo una vaga idea di quel che significhi questa situazione nella realtà di tutti i giorni. Anche se le loro implicazioni si intuiscono perfettamente, anzi, si sentono dolorosamente sulla propria pelle. E le ferite si acuiscono ulteriormente se si getta l’occhio sul “carrello della spesa”, cioè sui prezzi dei prodotti acquistati con maggior frequenza, il cui rincaro annuo è del 4,6%.

Tra i prodotti che hanno subito i maggiori aumenti spiccano: le sigarette (+8,8%), il caffè (+12,8%), lo zucchero (+12,4%) e il trasporto aereo (+14,9%).

Giuseppe Ferrara

1 aprile 2012

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