Istat: verso la fine della recessione, ma aumenta la disoccupazione

Istat: verso la fine della recessione, ma aumenta la disoccupazione

istat1La fine della recessione si inizia finalmente ad intravedere. La disoccupazione, quella invece, è destinata ad aumentare ulteriormente. Questo almeno secondo quanto previsto dall’Istat. L’Istituto nazionale di statistica ha precisato che “la fase di contrazione dell’economia italiana è attesa arrestarsi nei prossimi mesi, in presenza di segnali positivi per la domanda interna”, sottolineando come le condizioni del mercato del lavoro “rimangono tuttavia difficili” con un tasso di disoccupazione in crescita.
Da un punto di vista complessivo, “l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana darebbe conferma di una sostanziale stabilità della crescita nel trimestre finale dell’anno”, ha spiegato sempre l’Istituto nella nota mensile sull’andamento della nostra economia.

L’Istat, inoltre, ha sottolineato come nessun vantaggio per l’Italia deriverà dal crollo delle quotazioni del greggio. Secondo “un esercizio di simulazione” riportato dall’Istitutito nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, “la caduta del prezzo del petrolio produrrebbe un limitato effetto espansivo”. In particolare, l’effetto “per l’area dell’euro sarebbe stimato pari a 0,1 e 0,3 decimi di punto, rispettivamente, nel 2015 e 2016. Nel 2015, l’impatto sarebbe nullo in Italia e Germania e pari a 1 decimo di punto in Francia e Spagna”. Anzi, la diminuzione dei prezzi dei prodotti energetici potrebbe accentuare “le spinte disinflazionistiche con un impatto negativo sulle aspettative. In questo contesto, i paesi maggiormente indebitati vedrebbero aumentare il costo reale del debito”.

A tutto ciò si aggiungono i dati rilevati dal centro studi di Confindustria, che ha registrato “una variazione della produzione industriale di +0,1% in dicembre su novembre, quando è stato stimato un aumento dello 0,2 su ottobre”. Nel quarto trimestre 2014 “l’attività industriale segna un calo dello 0,5% congiunturale, interamente ereditato dal terzo trimestre)”, mentre “il primo trimestre del 2015 eredita da fine 2014 una variazione congiunturale di +0,1%”. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative è calata dell’1,2% rispetto a dicembre del 2013, mentre a novembre era stato registrato una diminuzione del 2,5% sullo stesso mese dell’anno precedente.

Giuseppe Ferrara
31 dicembre 2014

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