Legge di Stabilità, l’Ue apre all’Italia nonostante debito elevato

Legge di Stabilità, l’Ue apre all’Italia nonostante debito elevato

C_4_articolo_2076186_upiImageppIl giudizio finale sulla Legge di Stabilità da parte della Commissione europea arriverà solamente lunedì, al termine della riunione straordinaria del Collegio dei Commissari. Nella discussione settimanale che i commissari hanno tenuto oggi, però, è già affiorata un’apertura nei confronti della manovra dell’Italia, nonostante persista la questione del debito troppo elevato. A lavorare nel dettaglio sul documento di valutazione dei bilanci della zona euro saranno i capi di gabinetto dei 28 commissari, mentre la valutazione politica e la validazione finale sarà data dai Commissari nella giornata di lunedì. Sul tavolo ci sarà anche l’Annual Growth Survey (l’analisi sullo stato della crescita che fa da base alle politiche della Commissione) ed il piano di investimenti che Jean Claude Juncker dovrebbe presentare in via ufficiale mercoledì alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Nella valutazione tecnica del fine settimana, l’attenzione sarà concentrata su sei questioni, tra cui quella italiana.

Nonostante l’apertura dell’Ue e gli accordi tra l’Italia e Bruxelles circa uno sforzo strutturale maggiore (0,3% invece dello 0,1% inserito inizialmente nella manovra), la correzione resta comunque inadeguata. Secondo le regole del Two-Pack, infatti, il debito molto elevato costringerebbe l’Italia ad una correzione di almeno mezzo punto percentuale. E ciò per osservare la ‘regola del debito’, che scatta nel 2016 ma che obbliga già nei tre anni precedenti un calo costante della mole accumulata. In realtà, la Commissione si è già mostrata comprensiva una volta: per il 2014 l’Italia non ha abbattuto il debito nella misura richiesta ed ha ignorato lo 0,7% di aggiustamento strutturale raccomandato, ma Bruxelles non ha chiesto manovre di fine anno, riconoscendo le ‘circostanze eccezionali’ invocate dal Governo e applicando una sorta di moratoria che in caso di recessione consente di sospendere il taglio del deficit strutturale. La Commissione sarà ora chiamata a valutare se la sospensione degli sforzi si applichi anche nel 2015, e se quindi l’Italia potrà continuare a discostarsi dagli obiettivi di bilancio, rinviando il pareggio e il rispetto della ‘regola del debito’, magari attendendo di valutare gli effetti prodotti dalle riforme.

Giuseppe Ferrara
20 novembre 2014

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