Istat: disoccupazione giovanile record, ma il tasso complessivo migliora

Istat: disoccupazione giovanile record, ma il tasso complessivo migliora

IstatIl tasso di disoccupazione italiano nel mese di agosto cala al 12,3% rispetto al 12,6% fatto registrare a luglio. A renderlo noto è l’Istat.

Il tasso di disoccupazione nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ossia l’incidenza dei giovani senza lavoro sul numero complessivo di quelli occupati o in cerca di lavoro, si attesta al 44,2% rispetto al 43,2% di luglio. Trattasi del valore più elevato sia dall’inizio delle serie storiche mensili (2004) che dall’inizio di quelle trimestrali (primo trimestre 1977).

Ad agosto il tasso di occupazione è pari al 55,7%, cresciuto dello 0,1 per cento in termini congiunturali. Gli occupati, il cui numero totale è pari a 22,380 milioni, sono in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a luglio e sostanzialmente invariati su base annua.

Nel mese di agosto il numero di inattivi, ovvero di coloro che non fanno parte della forza di lavoro e non sono classificati come occupati o disoccupati, aumenta dello 0,2% rispetto a luglio, mentre decresce di mezzo punto percentuale nel confronto con dodici mesi fa. Il tasso si attesta al 36,4%, in crescita dello 0,1 per cento in termini congiunturali e in diminuzione di 0,1 punti percentuali su base annua.

Il quadro occupazionale è confermato anche dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), che nel Rapporto sul mercato del lavoro 2013\2014 ha dato evidenza del fatto che in sette anni si siano persi 1 milione di posti di lavoro.
Siamo di fronte, dunque, ad una situazione di tendenziale peggioramento, sebbene a ritmi alternati, che solo nel 2013 ha mostrato una stabilizzazione del mercato del lavoro. Secondo il Cnel, comunque, a partire dal 2015 potrebbe esserci una sostanziale inversione di tendenza, che comunque non porterà ai livelli pre-crisi, per i quali sarebbero necessari 2 milioni di posti di lavoro in più entro il 2020.

“I dati diffusi dall’Istat questa mattina sono sconcertanti: il calo del tasso di occupazione giovanile è davvero preoccupante. Rimaniamo convinti che la disoccupazione si combatta soprattutto con investimenti privati e pubblici rivolti al settore industriale e a quello manifatturiero, in particolare”, è il commento a caldo di Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.

Giuseppe Ferrara
30 settembre 2014

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