L’economia tedesca rallenta. Padoan: “Campanello d’allarme”

L’economia tedesca rallenta. Padoan: “Campanello d’allarme”

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Anche la locomotiva tedesca rallenta la sua corsa. Secondo quanto pubblicato da Bundesbank nel suo bollettino mensile, nel secondo trimestre 2014 l’economia della Germania entrerà in una fase di stagnazione, con il Pil che dovrebbe restare sullo stesso livello dei tre mesi precedenti. Decisiva la brusca frenata di industria e settore edile, che non hanno potuto eguagliare gli alti livelli del trimestre precedente, e la grave fase di incertezza internazionale, legata alla crisi ucraina e in Medio Oriente.

“I recenti dati macroeconomici che arrivano dalla Germania sono deludenti. Fanno suonare un campanello d’allarme, indicando che la debolezza è persistente nel tempo e più ampia rispetto a sei mesi fa”: queste le parole del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che ha parlato alla commissione economica del Parlamento Ue.

Presentando il programma della presidenza italiana, Padoan ha precisato che “l’uso della flessibilità all’interno delle regole è un punto di partenza. Le regole non devono essere modificate, ma devono essere applicate poiché esse prevedono già un certo grado di flessibilità”. Secondo il Ministro dell’Economia, “flessibilità significa sfruttare al meglio le misure vigenti di riduzione del debito con le riforme strutturali a favore della crescita. Questo doppio approccio ha funzionato in molti paesi. Ogni riforma deve essere analizzata alla luce del significato che ha in termini di crescita e sviluppo. Le riforme portano frutti a lungo termine, ma possono non portare benefici. Il significato di flessibilità deve essere ben soppesato”.

“La Ue è stata in grado di creare un modo per affrontare la crisi, quei Paesi che hanno avuto aiuti ora stanno tornando sui mercati ed è una buona notizia, ma è possibile ora considerare come può essere migliorato l’apparato di risposta alla crisi”, ha aggiunto Padoan, affermando di essere “fiducioso che possa esserci una fase di riconsiderazione della struttura, partendo dalle lezioni della crisi”.

Giuseppe Ferrara
22 luglio 2014

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