Papandreou: «per le misure anti-crisi deciderà il popolo» Sprofondano le borse europee

E’ la decisione shock del primo ministro greco Papandreou che, a sorpresa, annuncia  un referendum popolare per decidere se approvare o meno il piano di salvataggio del paese. Ed è bufera sui mercati finanziari.

Fa discutere la decisione della Grecia di indire un referendum sulle misure anticrisi messe a punto da Bruxelles giovedì scorso. «Il cittadino sarà chiamato a dire si o no ad alta voce – ha detto George Papandreou, capo del governo ellenico –  e se il popolo rifiuterà l’accordo non si farà niente». Una dichiarazione “pericolosa” che ha già affossato tutte le principali borse europee e che rischia di suscitare una nuova crisi della zona euro. Francoforte cede il 5%, Parigi il 4%, Atene il 7,6%, piazza affari sprofonda a -6%.

Il timore per il referendum greco mette al tappeto anche  le banche e le assicurazioni europee. Crollano molti titoli finanziari greci, francesi e italiani: Dexia cede il 15,2%, Societé Generale il 14,3%, Intesa Sanpaolo il 12,3%, Alpha Bank il 12,5%, Bank of Ireland l’11,2%, Credit agricole l’11,35%, Banco Comercial Portuguese l’11,6%, Unicredit il 10,6%, National Bank of Greece il 10,5%, Bnp Paribas il 10,3%. Tra gli assicurativi crollano Ing Groeup (-11,6%), Axa (-11,3%) e Allianz (-8,7%). E non finisce qui. La paura di una nuova recessione colpisce anche il comparto auto, unico settore che assieme a bancari e assicurativi cede, secondo gli indici Dj Stoxx, oltre il 6%. Renault perde infatti il 7,8%, seguita da Fiat (7,6%), Peugeot (6,9%), Daimler (6,9%) e Porsche (6,5%).

Per qualcuno il primo ministro greco avrebbe rimandato al popolo tale decisione per  restare a galla sulla scena politica. Lo scorso mese di giugno, infatti, il governo, aveva spinto in parlamento l’adozione delle misure di austerità per il salvataggio del paese, chiedendo l’ampio sostegno delle opposizioni per le misure fiscali e le riforme strutturali richieste dall’UE e dagli istituti di credito internazionali. Una presa di posizione che aveva suscitato l’ira devastante dei cittadini, allontanando, tra l’altro, molti sostenitori di partito. Per Alexis Tsipras, membro del parlamento ellenico e presidente del gruppo parlamentare di sinistra “SYRIZA” si tratterebbe di un trucco per riconquistare l’elettorato e restare al governo. «Quella del referendum è una scelta pericolosa che banalizza la democrazia», avrebbe dichiarato Tsipras, «non è il paese che si è tirato indietro ma il signor Papandreou che ha tentato la fuga».

La consultazione referendaria si terrà con molta probabilità all’inizio del prossimo anno. Si tratta del  secondo referendum in Grecia dopo circa quarant’anni, da quando cioè nel 1974 si tenne il plebiscito per l’abolizione della monarchia e l’instaurazione della repubblica parlamentare. A preoccupare il mondo politico europeo sarebbero gli ultimi sondaggi dell’opinione pubblica, durante i quali la maggioranza dei greci avrebbe espresso un giudizio negativo nell’operazione di salvataggio. Un’incertezza che imbarazza anche i leader dei paesi più industrializzati del mondo che, nel corso del G20 di Cannes previsto per il 3 e 4 novembre, dovranno convincere la Cina a lanciare un salvagente finanziario per la zona euro. Anche secondo la Fitch Ratings, l’agenzia internazionale di valutazione del credito e rating, “il plebiscito” annunciato dal primo ministro greco rappresenterebbe una minaccia per la stabilità finanziaria di eurolandia.

«Una eventuale bocciatura del secondo piano di aiuti ad Atene nel referendum farebbe aumentare i rischi di un default non pilotato della Grecia e butterebbe il Paese fuori dall’euro – spiega Fitch – questo scenario avrebbe pesanti conseguenze sulla stabilità finanziaria dell’eurozona». Il referendum, conclude l’agenzia «fa aumentare anche le incertezze sulle eventuali perdite che subirebbero i creditori» di Atene.

Sull’argomento è intervenuto anche il presidente francese  Nicolas Sarközy che nel corso della giornata si è subito sentito con il cancelliere tedesco Angela Merkel senza tuttavia fornire dettagli sulla discussione. Proprio qualche giorno fa, in diretta tv, il presidente della repubblica francese aveva messo in risalto l’importanza dell’accordo di Bruxelles per la sopravvivenza dell’Europa, parlando proprio della situazione greca «Se avessimo lasciato cadere la Grecia, dopo sarebbe toccato all’Italia. E poi sarebbe stata la fine dell’Europa».

La Germania nel frattempo sta lavorando per la messa a punto del secondo pacchetti di aiuti alla Grecia che dovrà entrare in vigore entro la fine dell’anno. Lo ha fatto sapere oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel che non ha fatto commenti sulla notizia del referendum.

 

di Roberto Mattei

01/11/2011

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