Geopolitica del cibo: tensioni internazionali per i formaggi
Il sistema delle eccellenze agroalimentari italiane torna al centro di una tensione commerciale internazionale, infatti l’intesa tra Stati Uniti e Argentina rischia di indebolire un pilastro della tutela europea come la protezione delle denominazioni di origine.
Il tema sorge da un complicato intreccio di logiche geopolitiche, con al centro della questione la possibile erosione delle tutele garantite dal Mercosur, il blocco economico sudamericano che negli ultimi anni aveva riconosciuto e protetto numerose indicazioni geografiche europee. Secondo le organizzazioni agricole infatti, l’accordo potrebbe favorire la diffusione di prodotti imitativi (il cosiddetto Italian Sounding) mettendo in discussione la competitività di marchi storici italiani.
Come spiegano Coldiretti e Filiera Italia, l’accordo firmato sotto la presidenza di Javier Milei apre il mercato argentino a prodotti statunitensi che utilizzano denominazioni simili a quelle europee, senza però rispettarne disciplinari e origine. Questo comporta che, in concreto, nomi come Grana, Parmigiano, Gorgonzola o Asiago potrebbero essere utilizzati liberamente da produttori americani, riducendo la distinzione tra originali e imitazioni, mediante un fenomeno già fin troppo diffuso a livello globale, con gli Stati Uniti che sono infatti leader nel mercato dell’Italian Sounding, per un giro d’affari che supera i 40 miliardi di euro.
La vicenda, già di per sé complessa, evidenzia però un più ampio scontro tra modelli economici e regolatori, che vede contrapporsi da un lato l’approccio europeo, basato sulla tutela delle indicazioni geografiche come strumenti di qualità e identità territoriale, e dall’altro una visione più liberalizzata, sostenuta dagli Stati Uniti, che considera molte di queste denominazioni come nomi generici.
Le critiche sistemiche però non si fermano all’accordo bilaterale, infatti Coldiretti e Filiera Italia puntano il dito (per l’ennesima volta) anche contro la gestione europea, accusando la Commissione guidata da Ursula von der Leyen di non aver difeso adeguatamente gli interessi agricoli del continente.
L’apertura del mercato argentino alle imitazioni rischia così di avere effetti a catena anche sull’accordo più ampio tra Unione Europea e Mercosur, ancora oggetto di negoziati e tensioni politiche. Se uno dei principali Paesi del blocco indebolisce il sistema di protezione, l’intera architettura delle indicazioni geografiche potrebbe risultare meno efficace, e di conseguenza saltare. Ma c’è di più, perché per l’Italia il tema non è solo economico, ma anche culturale, in quanto le Dop rappresentano un patrimonio identitario oltre che produttivo. La sfida ora sarà capire se e come questo sistema potrà essere difeso in un contesto commerciale globale sempre più competitivo e meno regolato.




