Milano-Cortina 2026, un investimento da 6 miliardi: costi oggi, benefici domani
Febbraio 2026 è arrivato e, come prevedibile, l’attenzione mediatica è interamente concentrata sulle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. Un evento sportivo globale che promette spettacolo, visibilità internazionale e ricadute economiche importanti. Ma insieme all’entusiasmo cresce anche una domanda che accompagna da sempre i grandi eventi: quanto ci stanno costando davvero queste Olimpiadi?
Quando nel 2019 il Comitato Olimpico Internazionale assegnò i Giochi all’Italia, la narrazione dominante parlava di “Olimpiadi a costo zero”. La stima iniziale dei costi si aggirava intorno a 1,4 miliardi di euro, una cifra che sembrava sostenibile e compatibile con i conti pubblici. A distanza di anni, però, il quadro è profondamente cambiato. Le ultime stime indicano che il costo complessivo delle Olimpiadi Milano-Cortina ha superato i 6 miliardi di euro, un aumento significativo ma tutt’altro che sorprendente per molti osservatori.
Le ragioni di questa crescita sono diverse. In primo luogo, lo shock inflazionistico del biennio 2022-2023 ha inciso pesantemente sui costi. A questo si sono aggiunti gli effetti economici della guerra in Ucraina e le tensioni commerciali internazionali, che hanno reso più onerosa la realizzazione delle opere previste. Inoltre, nel corso degli anni sono emerse esigenze infrastrutturali non pienamente considerate in fase di candidatura, rendendo necessari nuovi interventi su trasporti, viabilità e collegamenti.
Nonostante ciò, secondo la società di rating Standard & Poor’s, l’impatto finanziario complessivo dell’evento non dovrebbe produrre effetti negativi né sul debito sovrano italiano né sui bilanci dei governi locali e regionali coinvolti. Un giudizio che contribuisce a rassicurare mercati e istituzioni, ma che non chiude il dibattito pubblico sui costi e sui benefici dei Giochi.
Dal punto di vista operativo, gran parte delle spese sarà sostenuta dalla Fondazione Milano-Cortina, costituita a fine 2019 da soggetti pubblici come i Comuni di Milano e Cortina, le Regioni Lombardia e Veneto, il CONI e il Comitato Italiano Paralimpico. Circa il 60% delle spese previste è coperto dai contributi del Comitato Olimpico Internazionale, attraverso diritti televisivi e sponsorizzazioni internazionali, mentre una quota ulteriore deriverà dalla vendita dei biglietti.
Il tema centrale, tuttavia, non è solo quanto costano le Olimpiadi, ma anche cosa lasciano al Paese. Su questo punto interviene lo studio del Centro Studi di Unimpresa, che offre una lettura più ampia e di medio-lungo periodo. Secondo Unimpresa, l’impatto economico complessivo dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 è stimato in 6,1 miliardi di euro, ossia la stessa cifra che secondo S&P si spenderà per l’organizzazione dell’evento, includendo effetti diretti, indiretti e indotti, oltre alla valorizzazione delle infrastrutture permanenti e all’aumento dell’attrattività turistica dei territori coinvolti.
Questa cifra è suddivisa in quattro grandi voci. La prima riguarda la spesa turistica diretta durante il periodo dei Giochi, stimata in 1,1 miliardi di euro. Si tratta dei consumi generati da spettatori, atleti, staff, media e visitatori attratti dall’evento, con una permanenza media di poco superiore alle tre notti e una spesa giornaliera più elevata per i turisti stranieri rispetto a quelli italiani. La seconda voce, pari a 1,4 miliardi, riguarda il turismo indotto nei ventiquattro mesi successivi, legato all’effetto vetrina globale delle Olimpiadi e alla maggiore visibilità internazionale delle località ospitanti.
La componente più rilevante è però quella infrastrutturale, valutata in 3,2 miliardi di euro. Gli investimenti in opere ferroviarie e stradali, con una vita utile stimata tra i 35 e i 40 anni, generano benefici annuali compresi tra i 90 e i 100 milioni di euro, grazie alla riduzione dei tempi di percorrenza e al miglioramento dell’accessibilità territoriale. A questi si aggiungono gli impianti sportivi permanenti e gli effetti della riqualificazione urbana, che contribuiscono a una valorizzazione duratura del patrimonio immobiliare. Infine, circa 400 milioni di euro derivano dagli effetti indotti netti, legati ai meccanismi di moltiplicazione della spesa e all’occupazione generata, stimata in oltre 36.000 unità complessive.
Dal punto di vista macroeconomico, l’impatto totale equivale a circa 0,12-0,15 punti percentuali di PIL nazionale, distribuiti su più anni. A livello territoriale, i benefici risultano particolarmente concentrati: la Lombardia assorbe oltre la metà dell’impatto complessivo, seguita dal Veneto e dal Trentino-Alto Adige, dove l’effetto relativo sul PIL regionale è ancora più marcato.
In definitiva, le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 rappresentano una sfida complessa: un grande investimento pubblico e privato che comporta costi elevati, ma che, se gestito correttamente, può trasformarsi in una leva di sviluppo economico, infrastrutturale e turistico destinata a produrre effetti ben oltre le due settimane di gare. Perché il vero bilancio dei Giochi non si misurerà con le medaglie vinte, ma con ciò che resterà quando i riflettori olimpici si saranno spenti.




