Dazi, Trump: nessuna estensione della proroga, che scade il 1 agosto
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato sul social Truth che la scadenza della proroga sui dazi, fissata per il 1 agosto, rimarrà invariata.
Ha inoltre dichiarato l’imposizione di dazi al 25% all’India, in modo tale da contrastare le sue politiche commerciali, definite “fastidiose”. Il paese verrà penalizzato per via dei suoi rapporti con la Russia, da cui acquista armi ed energia insieme alla Cina.
“Anche se l’India è un nostro amico, nel corso degli anni abbiamo fatto relativamente pochi affari con loro a causa delle loro tariffe veramente troppo alte, tra le più alte del mondo, e le barriere commerciali non monetarie più rigide e odiose”, ha precisato.
Anche il Brasile è stato severamente colpito, con tariffe del 50% come punizione per il caso Bolsonaro e su alcune importazioni di rame, per motivi di sicurezza nazionale.
Per quanto riguarda invece la Corea del Sud, Trump ha ridotto al 15% i dazi sulle merci importate.
La situazione in Europa secondo Macron
Nel frattempo, in Europa, Macron ha espresso la propria tesi durante un Consiglio dei ministri, dichiarando che l’Ue non è stata “temuta” a sufficienza nei negoziati, in un certo senso è stata sottovalutata dagli Usa. Il premier ha inoltre ribadito la posizione della Francia, che sarà di esigenza e fermezza circa la questione dei dazi: “Per essere liberi, bisogna essere temuti. Non siamo stati temuti abbastanza. La Francia ha sempre mantenuto una posizione ferma ed esigente. Continuerà a farlo. Questa non è la fine della storia e non ci fermeremo qui”.
Dal punto di vista italiano
Secondo il ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, l’ipotesi della “guerra commerciale” sarebbe già stata scongiurata: è impossibile fare una valutazione complessiva, ma un’intesa Ue-Usa c’è ed è rassicurante. Questo è quanto ha spiegato durante il question time alla Camera, aggiungendo che i dazi al 15% per l’Europa potrebbero portare a un calo massimo del Pil italiano “di 0,5 punti nel 2026”, dopo il quale dovrebbe però verificarsi “un graduale recupero”. Ritiene dunque “prematuro” parlare di controdazi per contenerne gli effetti.
Davvero una vittoria per gli Usa?
Per quanto riguarda invece il Pil Usa, questo corre al 3% e Trump sta continuando il pressing sulla Fed, affinché tagli i tassi. Il governatore Powell è tuttavia deciso a lasciarli immutati.
A questo punto la domanda sorge spontanea: il 1 agosto sarà davvero un grande giorno per l’America, capace di riequilibrare la bilancia fiscale, oppure sarà più una lama a doppio taglio?




