IVA più bassa per l’arte: si riaccende il dibattito sulla riduzione al 5%
Il 20 giugno torna al centro del dibattito politico la proposta di riduzione dell’IVA sulle opere d’arte. In Italia l’aliquota è attualmente fissata al 22%, la più alta in Europa, rendendo il nostro sistema fiscale poco competitivi rispetto a Paesi come Francia e Germania, che hanno già avviato un percorso di riequilibrio fiscale, applicando rispettivamente un’imposta del 5,5% e del 7% alle transazioni artistiche. Ora anche il nostro Paese valuta un taglio deciso, che porterebbe l’IVA al 5%.
L’obiettivo della misura è duplice: rilanciare il mercato interno dell’arte e rafforzare la competitività internazionale degli operatori italiani, penalizzati da anni da una pressione fiscale ben superiore a quella degli altri Paesi europei. A questa si aggiungono, infatti, i crescenti costi di gestione, che stanno mettendo in difficoltà gallerie, antiquari e case d’asta, soprattutto di piccole e medie dimensioni. Nonostante il costo stimato dell’intervento – circa 90 milioni di euro – secondo le simulazioni condotte da Nomisma, nel giro di tre anni il fatturato complessivo del comparto potrebbe aumentare in maniera significativa, generando un ritorno economico per il Paese quantificabile in oltre 4,2 miliardi di euro. Al contrario, il mantenimento dell’aliquota attuale potrebbe provocare perdite fino al 28% del fatturato, con una contrazione fino al 50% per le gallerie più piccole.
Sul tema è intervenuto anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sottolineando che la riduzione dell’IVA “favorirà le transazioni nel mercato intero e potenzierà la competitività dell’export italiano a livello europeo “. Il ministro ha poi aggiunto: “Gli studi di settore mostrano quali sarebbero le gravi conseguenze del mancato intervento per gli operatori dell’arte: diminuzione degli investimenti; perdita di attrattività commerciali; trasferimento degli operatori all’estero in regimi più competitivi”.
Questa operazione potrebbe davvero rappresentare un beneficio per tutti i protagonisti del mondo dell’arte. A cominciare dagli artisti, cuore creativo del sistema, che attraverso la loro visione danno forma a nuove opere. Poi i curatori, che costruiscono narrazioni e significati nelle esposizioni. I direttori di museo, impegnati nella valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale. I galleristi, scopritori di talenti, che con il loro lavoro aiutano gli artisti a emergere nel mercato. Le case d’asta, che creano eventi di grande visibilità. I critici, che interpretano e raccontano l’arte. E infine i collezionisti, che con passione e investimenti sostengono tutto l’ecosistema, contribuendo alla crescita dell’intero settore.
Una riduzione dell’IVA non rappresenterebbe soltanto un alleggerimento fiscale, ma un’opportunità strategica per dare nuovo impulso a un settore che, nonostante le difficoltà, continua a essere uno dei simboli più riconosciuti dell’eccellenza culturale italiana nel mondo.




