La sfida dei dazi: una strategia per l’Unione Europea
I nuovi dazi doganali introdotti dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti potrebbero generare un significativo impatto economico per le aziende europee, con stime preliminari che ipotizzano costi superiori ai 10 miliardi di euro per il solo 2024. Questi dati, se confermati, rappresenterebbero un duro colpo soprattutto per le piccole e medie imprese (PMI), le quali rischiano di vedere ulteriormente erosi i propri margini competitivi sui mercati internazionali. Secondo alcune analisi, l’aumento dei costi potrebbe portare a una significativa riduzione delle esportazioni europee verso gli USA, influenzando negativamente intere filiere produttive e settori strategici quali la manifattura, l’agroalimentare e l’industria tecnologica.
La possibile crescita dei costi operativi legata ai dazi potrebbe essere particolarmente gravosa per le PMI, già impegnate a fronteggiare altri oneri amministrativi e burocratici che ne limitano la competitività globale. In questo contesto, diventa cruciale l’adozione di misure di semplificazione della compliance fiscale, amministrativa e normativa, in grado non solo di contenere i costi indiretti, ma anche di favorire un maggiore impulso alla digitalizzazione e all’innovazione economica. Una compliance più semplice ed efficiente potrebbe infatti consentire alle imprese di reinvestire le risorse risparmiate in settori chiave come ricerca, sviluppo tecnologico e trasformazione digitale, rafforzando la loro posizione competitiva sul mercato internazionale.
In tale scenario complesso e incerto, assumono particolare rilevanza le Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali sulla condotta responsabile d’impresa, strumenti volontari ma strategici che offrono una cornice normativa globale efficace. Le linee guida OCSE propongono infatti un quadro di riferimento chiaro per l’implementazione della due diligence basata sul rischio, soprattutto nei settori cruciali come innovazione tecnologica, tutela dei dati aziendali e sostenibilità ambientale. L’adozione diffusa di tali standard può contribuire significativamente a ridurre i fenomeni di concorrenza sleale, uniformando le pratiche aziendali a livello globale e semplificando la gestione della compliance normativa e fiscale internazionale.
Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, ha sottolineato l’importanza di queste misure per affrontare la situazione attuale: “La natura estremamente volatile dei dazi genera effetti instabili, causando rapide inversioni di marcia e gravi impatti negativi sull’intero tessuto economico europeo. Questa volatilità incrementa significativamente i rischi di business, complicando ulteriormente la compliance fiscale e normativa. È pertanto essenziale rafforzare politiche di semplificazione normativa, specialmente in ambiti come ricerca e sviluppo, tecnologie digitali e gestione responsabile dei dati. Questi interventi assumono una rilevanza ancora maggiore per le PMI, maggiormente vulnerabili ai costi e ai rischi legati ai processi di innovazione”.




