Il “Risiko bancario”: gioco di strategia per la grande finanza
Con il termine “Risiko bancario” ci si riferisce a fenomeni di concentrazione e integrazione tra più istituzioni bancarie in un determinato mercato, con effetti potenzialmente destabilizzanti per l’intero sistema finanziario, concernendo così una catena di rapporti strategici che apre la porta al parallelismo con il gioco da tavolo.
In questo modo si descrive metaforicamente – ma non troppo – una “conquista” tra banche, che si sfidano per acquisire altre istituzioni bancarie con l’obiettivo di creare gruppi finanziari sempre più grandi e potenti, anche se, di contro, la “conquista” riduce la concorrenza, aumenta il rischio di instabilità e può rendere più difficoltosa la gestione di eventuali crisi.
Negli ultimi anni, il panorama bancario europeo e mondiale ha vissuto un’intensa fase di consolidamento, soprattutto a causa delle difficoltà economiche globali derivanti prima dalla crisi del 2008 e poi dalla pandemia: in questi anni, le banche si sono trovate a fronteggiare tassi di interesse bassi, che hanno eroso i loro margini di profitto, e così il “gioco da tavolo” per squali della finanza è tornato a imperversare, basti pensare alle grandi banche europee, che sono state protagoniste di numerosi processi di fusione e acquisizione.
Tuttavia, la strategia di crescita per mezzo di fusioni può avere implicazioni per la concorrenza e la stabilità del sistema, infatti è sempre più evidente come la creazione di banche “troppo grandi per fallire” comporta un rischio per tutto il sistema bancario: un possibile fallimento di queste grandi entità infatti potrebbe avere ripercussioni devastanti per l’intero settore e, di conseguenza, per tutta l’economia globale.
Al momento, le principali operazioni che stanno caratterizzando il settore bancario in Italia sono sicuramente quelle tra Mediobanca e Generali, tra UniCredit e Banco BPM e tra BPER Banca e MPS: tutte operazioni che in questo momento sono sotto l’occhio del ciclone sia politico che azionario, con gli investitori che trattengono il fiato attendendo di capire la direzione verso cui si svolterà.
Anche a livello europeo il risiko bancario è in una fase dinamica, con alcune delle principali banche impegnate in operazioni di consolidamento, come ad esempio sembra stia avvenendo in Germania tra Deutsche Bank e Commerzbank, o ancora in Spagna, dove BBVA e Banco Santander rimangono alla finestra valutando possibili acquisizioni di piccole e medie banche per rafforzare le loro posizioni, anche in risposta alla precedente fusione tra CaixaBank e Bankia.
Il risiko bancario è senza dubbio destinato a proseguire nei prossimi mesi, proprio come una telenovela che annuncia nuove stagioni, ma non senza ostacoli: infatti questo dovrà sapersi districare tra le regolamentazioni europee, che impongono vincoli stringenti alle fusioni per garantire la stabilità del sistema finanziario e la concorrenza e l’aumento dei tassi di interesse, che sta cambiando il contesto economico e potrebbe rendere meno urgente la necessità di aggregazioni per recuperare redditività.




