John Elkann nel CdA di Meta
John Elkann, amministratore delegato di Exor e presidente di Stellantis e Ferrari, è stato nominato membro del consiglio di amministrazione di Meta, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp. L’annuncio è stato dato da Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Meta. La nomina, giunta a sorpresa a inizi 2025, conferma la vocazione di Elkann come investitore internazionale diversificato, con un fortissimo interesse verso l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie, e sempre più distante dall’Italia.
Il suo interesse è il mondo, non la piccola Italia e tantomeno la vecchia Europa in forte ritardo su tutto ciò che sa di futuro e che – proprio per questo – può consentire plusvalenze a due o, addirittura, a tre cifre. Far parte del cda di un colosso come Meta (oltre 72mila dipendenti e 134 mld di dollari di fatturato e 1,5 mld di capitalizzazione) gli fornirà un punto di osservazione utilissimo per studiare nuovi investimenti nel settore super-tech, mettendo magari a buon frutto la liquidità che arriverebbe a Exor se per caso (ipotesi tutt’altro che improbabile) Elkann decidesse di diminuire la sua partecipazione in Stellantis, che attualmente è del 14,3%, con il 23% dei diritti di voto.
Oltre a Elkann, sono stati nominati nel consiglio di amministrazione di Meta anche Dana White, presidente e CEO dell’Ultimate Fighting Championship (UFC), e Charlie Songhurst, investitore tecnologico ed ex dirigente di Microsoft. Zuckerberg ha evidenziato come ciascuno dei nuovi membri porterà competenze uniche che aiuteranno Meta a sfruttare le opportunità future nell’ambito dell’intelligenza artificiale, dei dispositivi indossabili e del futuro dei social media.
La nomina di Elkann riflette l’interesse crescente di Exor verso il settore tecnologico. Nel 2022, la holding ha lanciato Vento, un programma di accelerazione per startup con sede a Torino, che ha già investito in oltre 60 nuove imprese. L’ingresso nel cda di Meta non significa necessariamente che Elkann abbia deciso di mettere il settore automobilistico in secondo piano. Anzi: potrebbe essere un’occasione per ridurre quel gap che separa i produttori “tradizionali” da nuovi arrivati come Tesla, che hanno capito una cosa: il futuro dell’automobile è strettamente legato all’evoluzione tecnologica dei semiconduttori. E, di conseguenza, il software è al centro della vettura, ancora più del motore, sia esso termico, elettrico o ibrido. È il software, infatti, che gestisce gli Adas, gli aiuti alla guida che man mano stanno diventando obbligatori. E che sarà al centro della guida autonoma. Soprattutto, il software rappresenterà il core dell’evoluzione delle auto elettriche, che prima o poi prenderanno piene anche nel Vecchio Continente, anche se forse non entro il 2035, come vorrebbe imporre l’UE.




