Finanza, Borse europee ancora in calo: a picco Milano e Parigi

Lunedì nero, anzi nerissimo per tutte le borse europee. Dopo la chiusura negativa di venerdì scorso, gli indici, oggi, sono ancora pesantemente in calo: Parigi, Londra, Francoforte e Piazza Affari, nessuna viene risparmiata dal vortice delle vendite. A preoccupare i mercati è senza alcun dubbio lo spettro di una bancarotta della Grecia, a cui si aggiunge il timore per il settore bancario, in particolare per il rischio downgrade delle banche francesi tornate nel mirino della speculazione e l’ulteriore crescita dello spread tra titoli di Stato decennali italiani (BTP) e il corrispettivo Bund tedesco che si porta a 371 punti dopo aver raggiunto in mattinata quota 382.

Per chi non lo sapesse, lo spread è la differenza di rendimento tra i titoli di Stato dei due paesi. Dire che tra Italia e Germania ci sono 371 punti di spread significa affermare che il nostro Paese paga un interesse maggiore del 3,71% rispetto alla Germania per finanziare il proprio debito sul mercato. Se lo spread aumenta, peggiora la credibilità finanziaria del Paese. E’ in poche parole una sorta di indicatore che misura l’affidabilità di uno Stato.

Piazza Affari parte con l’indice Ftse Mib a -3,33%, sprofonda sino al 4,17% ma riesce poi a contenere le perdite cedendo il 2,78%. A guidare il ribasso i titoli bancari: Unicredit -6,1%, Intesa San Paolo -4,33%, Mediolanum -2,6%, Bpm -2,42%, Ubi Banca -1,31%, Mediobanca -1,45 e Banco Popolare che cede lo 0,29%. Male anche gli assicurativi, con Fonsai che cede il 6,82% dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso in avvio di seduta e gli industriali, segnati dal -5% di Fiat. Ma è Parigi a guadagnare il podio di maglia nera del Vecchio Continente, cedendo in apertura il 3,37% contro -2,47 e -1,93 rispettivamente di Francoforte e Londra. La situazione europea si riflette anche sui mercati asiatici e la paura del crac finanziario greco investe Hong Kong, che cede il 3,93%, Tokio -2,3%, Shangai -0,05% e Seul -1,83%.
C’è adesso grande attesa per quanto avverrà nel pomeriggio a Wall Street.

12 settembre 2011

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