UE-Uruguay: un memorandum che blinda i rapporti
Si colora di verde la via di comunicazione tra UE ed Uruguay, e ancor di più la presenza europea nel territorio del Paese sudamericano. È infatti stato firmato il memorandum d’intesa tra il governo europeo e quello uruguayo, volto all’approfondimento della cooperazione energetica bilaterale, con una particolare attenzione alla produzione di idrogeno verde. Ad annunciare il traguardo è Kadri Simons, Commissaria Europea per l’Energia, nel quadro di un forum energetico e alla presenza del Ministro dell’Industria, dell’Energia e delle Miniere dell’Uruguay, Elisa Facio. Memorandum che si pone in continuità con già consolidati rapporti, diplomatici e commerciali, che legano l’Unione al paese di Lacalle Pou. Non possiamo infatti mancare di ricordare che l’UE è il maggiore investitore in Uruguay, con il 40% dello stock di investimenti esteri diretti nel paese. In questo quadro di cooperazione e di mutui vantaggi, la strada da seguire non poteva che portare ad un investimento su di una energia pulita quale è l’idrogeno verde. Possiamo infatti considerare detta fonte energetica come la variante pulita dell’idrogeno: prodotto da fonti rinnovabili, è in grado di svolgere una funzione strategica nella decarbonizzazione dei settori che si avviano ad adottare un modello di crescita sostenibile.”Il nostro obiettivo è sostenere l’Uruguay nello sviluppo dei settori rinnovabili e facilitare gli investimenti”, ha affermato Simsons, svelando che il memorandum sblocca un finanziamento da circa 2 milioni di euro. Quello delle energie rinnovabili non è certo un settore su cui l’Uruguay ha da imparare, nella sua veste di leader mondiale con una produzione energetica quasi interamente derivata da fonti rinnovabili (97%), per gran merito della importante capacità idroelettrica del Paese. Lungimirante allora l’UE nel consolidare i rapporti con un Paese strategico come l’Uruguay per avvicinare l’America latina all’Europa, grande obiettivo di Josep Borrell sin da inizio mandato, ma con un peso evidentemente maggiore in virtù delle crescenti tensioni geopolitiche. “La Banca europea per gli investimenti è molto interessata a investire nella produzione di idrogeno verde in Uruguay, nel quadro della sua agenda europea Global Gateway” prosegue Simons, fiancheggiata dalla ministra Facio che stima una produzione di circa un milione di tonnellate di idrogeno verde nel 2040, la cui principale destinazione sarà l’export. Un’operazione storica per il Paese e non solo, con un investimento da 18 miliardi di dollari e circa 30.000 posti di lavoro creati. Un memorandum che segna un tassello importante nella ripartenza economica sostenibile post-pandemia, ancor di più se letto nella prospettiva dell’attuazione della transazione ecologica a lungo termine. I rapporti europei con l’Uruguay forniscono certamente un canale preferenziale per la partecipazione allo sviluppo dell’America latina tutta, che sia non solo economico ma anche sociale e giuridico; partecipazione che richiede, d’altra parte, attenzione alle esigenze dei Paesi del Mercosur, onde evitare uno sviamento di interessi verso le vie orientali.
Articolo a cura di Alessandro Maurizi




