Il ponte statale che avvicina idee innovative
A definirne l’ingresso in ordinamento è stato il D.L. 179/2012 che provava a stimolare l’innovazione mediante incubatori che la normativa di allora chiamava imprenditoria emergente. Con il passare del tempo la definizione è stata sostituita da quella di start-up innovativa.
È questa in sintesi l’evoluzione normativa delle start up all’italiana, imprese ad alto potenziale di crescita che secondo la legge devono essere costituite da meno di 5 anni, avere sede fiscale nel territorio
nazionale e valore di produzione inferiore a 5 milioni di euro.
A garanzia sull’impiego delle risorse lo stato chiede che queste entità economiche non abbiano distribuito utili, non siano nate da operazioni straordinarie e che si caratterizzino per una prevalente componente tecnologica e innovativa.
In ambito di start up innovative il legislatore ha posto anche dei requisiti contabili e fiscali che prevedono il sostenimento di spese in ricerca, sviluppo e innovazione per almeno il 15% del maggiore tra valore del fatturato e costo della produzione.
È inoltre necessario l’impiego di personale altamente qualificato e comunque essere titolare depositaria o licenziataria di un brevetto o software registrato.
Il solco delle start up italiane è stato quindi tracciato in quasi un decennio ma è proprio nel 2020 che il processo ha registrato una accelerazione mediante un sistema di incentivi accresciuto coerente con la ripresa post-crisi legata alla pandemia.
La legge di bilancio 2020 ha infatti previsto fondi specifici per la concessioni di agevolazioni sotto forma di fondo perduto finalizzato ad acquisire servizi da parte di incubatori ed innovation hub.
Parallelamente sono aumentate le risorse destinate al fondo di sostegno al venture capital finalizzato ad investire e sottoscrivere strumenti partecipativi di start up innovative, oltre alle risorse per il
fondo di garanzia.
E sempre la manovra 2020 ha previsto il dimezzamento delle soglie minime per investimenti relative al programma Investori Visa, una estensione della Misura di agevolazione Smart e Smart e una proroga di 12 mesi della permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese.
Infine per gli investimenti effettuati da persone fisiche sul capitale sociale di una o più start up innovative, è stato definito un aumento della percentuale di detrazione IRPEF al 50% che viene concessa
sull’ammontare investito, fino a 100mila euro per anno previa autorizzazione della Commissione UE.
Parecchi strumenti fiscali con l’obiettivo di continuare a sostenere un settore considerato fondamentale per il quale si sta anche puntando ad una semplificazione delle procedure di accesso e di sostegno agli investimenti.




