Confindustria boccia il Decreto Dignità, il Piemonte va in ferie con pessimismo

Confindustria boccia il Decreto Dignità, il Piemonte va in ferie con pessimismo

Confindustria Piemonte e Unioncamere insieme a Intesa San Paolo e Unicredit hanno presentato i risultati che riassumono le previsioni per quello che riguarda il terzo trimestre del 2018 per quello che riguarda il settore dell’industria e commercio. I numeri sono positivi, anche se in flessione rispetto al passato, fatta eccezione solo per alcune province quali Asti e il Canavese.

L’Associazione sottolinea però come il periodo sia preoccupante, e a far discutere è l’atteggiamento messo in campo dal Presidente americano Trump circa l’imposizione di dazi sull’importazione di alcuni generi di prodotti. Come sottolineato da Fabio Ravanelli, Presidente di Confindustria Piemonte, l’Italia è un grande esportatore, che da questo scenario rischia di ereditare pesanti conseguenze. I dazi, nel corso della storia, non hanno mai funzionato e non hanno portato benefici per nessuno, ma la politica americana sembra non tener conto della globalizzazione e del mercato unico viaggiando su un percorso differente ed estremamente pericoloso per l’economia mondiale.

A questo scenario negativo a livello internazionale si somma anche l’incertezza politica italiana, con l’Associazione che sottolinea come il Decreto Dignità non si stato un buon inizio e una presentazione ottimale per il nuovo Governo. Tale provvedimento viene definito come un sassolino nella scarpa, che non aiuta nessuno ma genera fastidi generalizzati. Governo e Istituzioni devono fare quadrato per aiutare le PMI e garantire alle stesse un accesso ai finanziamenti più semplice veloce, come viene fatto ad oggi da Istituti quali ING Direct che offrono forme di credito alle piccole e medie imprese importanti nell’aiutare a mettere in campo nuovi investimenti, consentendo agli imprenditori di poter realizzare i loro progetti, grazie a forme di credito flessibili, veloci, digitalizzate, trasparenti e con tassi personalizzati in base alla propria storia creditizia.

Per quello che riguarda i settori, quello manifatturiero tra cui la gioielleria e quello metalmeccanico mostrano maggiori segnali di ottimismo, questo perché il campo dei servizi garantisce maggiori spazi di espansione rispetto a quello della manifattura. Tiene invece il settore delle esportazioni, mentre il quadro generale vede le aziende meno ottimiste su produzione, ordinativi e livelli occupazionali. Un fattore positivo è rappresentato dalla discesa dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, mentre risulta stabile l’utilizzo degli impianti, così come le tempistiche con cui vengono effettuati i pagamenti.

Confindustria sottolinea inoltre come deve essere portato avanti prioritariamente il fattore legato allo sviluppo delle nuove tecnologie legate alla rete. Un canale, quello del commercio online, che rappresenta uno dei principali fattori per garantire la crescita delle aziende in termini di esportazioni, vendite e fatturato, per entrare in un mondo di commercio globalizzato garantito dai canali che internet mette a disposizione. Proprio in quest’ottica è importante garantire anche nuovi percorsi di riflessione concreti verso le strategie adottate, ottimizzando le performance operative e finalizzando a un miglior equilibrio del fattore marginalità, infine deve essere elaborato anche un processo di rivisitazione del proprio modello di business, che deve essere sempre di più rivolto alla multicanalità e al mettere il cliente il ruolo di centralità che oggi il mercato richiede.

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