Quando l’arte ispira la moda
L’influenza delle arti figurative sulla moda oggi non ha più bisogno di essere dimostrata: i confini tra le ‘belle arti’ e le ‘arti applicate’ si sono infranti con il tempo, nutrendosi le une delle sperimentazioni delle altre e viceversa.
Al profondo dialogo tra pittura e moda nel legame tra Henri Matisse e Yves Saint Laurent e è dedicata la mostra “Henri Matisse – Yves Saint Laurent. Le beau, la mode et le bonheur” al museo Matisse di Nizza. Pur non essendosi mai incontrati, anche per avere vissuto in epoche diverse – Saint Laurent nacque nel 1936 e Matisse morì nel 1954 – i due maestri hanno condiviso la passione per il colore, la luce e la contaminazione nell’arte. L’interesse per la pittura è intrinseco all’opera di Yves Saint Laurent, mentre l’attrazione di Henri Matisse per le arti applicate è al centro della sua estetica decorativa. La sintonia artistica tra i due creatori è evidente e si fonda su un medesimo sistema di riferimenti, su affinità dei loro processi creativi e su una prossimità di sguardo.
L’esposizione raccoglie 160 opere – abiti di alta moda, costumi tradizionali, dipinti, disegni, tessuti, accessori e materiali d’archivio – in un percorso inedito che mette in luce la profonda unità dei legami che Yves Saint Laurent, uno dei più grandi innovatori della moda francese, ha intrecciato con Henri Matisse, uno dei maggiori artisti del suo tempo.
L’interesse evidente del pittore per la moda e i tessuti è presente in tutta la sua vita: le stoffe e i loro motivi costituiscono per l’artista un terreno di sperimentazione che gli permette di ripensare all’organizzazione delle sue composizioni e di andare al di là della tela. Va detto che Matisse era nato in una regione del nord della Francia, dove l’industria tessile era molto sviluppata; inoltre, i suoi genitori erano mercanti di tessuti e questo contatto diretto con le stoffe ha sicuramente influenzato gli interessi artistici successivi. Infatti, gli abiti per le modelle, i colori e le fantasie dei tessuti fanno parte della sua ‘biblioteca di lavoro’ come lo sono la tavolozza, la carta e gli altri materiali che utilizza per le proprie opere. I tessuti, quindi, hanno contribuito in modo significativo ad aprire nuove e radicali prospettive nella pratica artistica di Henri Matisse: essi alimentano la sua riflessione artistica e nutrono senza sosta il suo immaginario decorativo. Il design tessile occupa così un posto centrale nell’elaborazione della sua estetica, fondata sulla convinzione che il colore possieda, da solo, la capacità di organizzare lo spazio pittorico e di strutturarne la composizione.
Molti anni più tardi, Yves Saint Laurent condividerà questo stesso approccio al colore, elemento cardine delle sue creazioni tessili. Per tutta la vita guarderà con attenzione all’opera di Matisse, trovando nelle tele e nelle gouaches ritagliate del maestro una fonte d’ispirazione inesauribile, ricca di motivi e di colori: lo stilista osserva l’opera dell’artista e ne fa propria l’essenza, i cui principi nutriranno le creazioni dell’alta moda.Ecco che si apre un dialogo fatto di linee e gioco di colori, dove il rigore della sartoria e la libertà della pittura si fondono in un unico linguaggio estetico. Saint Laurent non ha copiato Matisse, dunque, ne ha assimilato la filosofia, portando i celebri papiers découpés a prendere vita e movimento sul corpo femminile.
Esempio dell’attrazione di Saint Laurent per l’opera di Matisse è la collezione autunno-inverno 1981, ad un anno di distanza dalla mostra che il museo nazionale d’arte moderna di Parigi aveva dedicato all’artista. La sfilata comprende abiti e gonne chiaramente ispirati ai papiers découpés: affascinato da questa tecnica, infatti, lo stilista se ne nutre e la traspone nell’alta moda, dando vita a vere opere d’arte dai colori accesi e dall’allegria travolgente. Sull’uso dei colori lo stesso Saint Laurent ebbe a dire: “Matisse ha esercitato su di me una grande influenza per quanto riguarda il colore, poiché agli inizi credevo soltanto nel nero. Mi ci è voluto molto tempo per abituarmi al colore. Oggi credo di saperlo gestire in modo magistrale”.
Matisse ha dipinto con le forbici, Saint Laurent ha scolpito con i tessuti e nel raccogliere l’eredità visiva di Matisse, l’ha portata in passerella. In un dialogo senza tempo l’arte non solo si osserva ma si indossa, il colore esce dalla tela e diventa vita dinamica.




