Mostre da non perdere a Roma nel mese di giugno
Con l’arrivo della bella stagione tornano anche le mostre che Roma offre a cittadini, curiosi e appassionati di cultura. Questo mese la capitale propone un percorso che va dalle origini dell’arte moderna nel Rinascimento fino al mondo della fotografia del Novecento.
Dal Cinquecento al secolo scorso, le mostre scelte questo mese attraversano epoche e linguaggi diversi, offrendo spunti che invitano a osservare arte e immagini da prospettive nuove. Pittura, disegno e fotografia si intrecciano in un itinerario culturale che racconta come cambia il modo di rappresentare e interpretare la realtà nel corso del tempo.
Vasari e Roma – Musei Capitolini

Foto: gbopera.it
I Musei Capitolini ospitano Vasari e Roma, una mostra dedicata a Giorgio Vasari, protagonista assoluto del Rinascimento italiano e autore delle celebri Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori. Curata da Alessandra Baroni, l’esposizione approfondisce il legame tra Vasari e la città di Roma, mettendo in luce il ruolo fondamentale che la capitale ebbe nella sua formazione artistica e intellettuale.
Più che una mostra spettacolare, si tratta di un percorso di approfondimento che invita a scoprire il contesto culturale e artistico della Roma del Cinquecento attraverso dipinti, disegni, documenti e progetti architettonici. Il percorso racconta l’evoluzione della città e il dialogo di Vasari con i grandi maestri del suo tempo.
Visitare Vasari e Roma significa immergersi nelle origini della moderna storia dell’arte e comprendere meglio l’influenza esercitata da figure come Michelangelo e Raffaello sulla formazione di uno dei più importanti teorici e artisti del Rinascimento.
Fino al 17 luglio è possibile visitare la mostra. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale dei Musei Capitolini cliccando qui.
Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza – Ara Pacis

Foto: gbopera.it
Fino al 4 ottobre, il Museo dell’Ara Pacis ospita Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, una mostra dedicata a uno dei fotografi più influenti e discussi del Novecento. Curata da Denis Curti, l’esposizione rappresenta il capitolo conclusivo di una trilogia iniziata con Le forme del classico a Venezia e proseguita con Le forme del desiderio a Milano.
L’obiettivo del progetto è offrire una nuova lettura dell’opera di Mapplethorpe, andando oltre l’immagine del fotografo provocatore che per anni ne ha definito la fama. Il percorso espositivo mette infatti al centro la sua costante ricerca della perfezione formale, dell’equilibrio e dell’armonia, elementi che accomunano tutta la sua produzione artistica.
Attraverso una selezione di fotografie, molte delle quali meno note al grande pubblico, la mostra racconta l’ossessione di Mapplethorpe per la bellezza e la forma. Ritratti, fiori e studi del corpo umano si susseguono in un raffinato dialogo visivo, dove i soggetti vengono trattati con la stessa attenzione riservata a una scultura classica. Le celebri immagini in bianco e nero rivelano una straordinaria precisione compositiva e trasformano ogni dettaglio in un esercizio di eleganza e perfezione estetica.
Le opere di Mapplethorpe continuano ancora oggi a suscitare dibattito per la presenza di nudi espliciti e temi legati alla sessualità. Tuttavia, al di là delle controversie, il fotografo è universalmente riconosciuto come una figura centrale nella storia della fotografia contemporanea, capace di ridefinire il modo di rappresentare il corpo, il desiderio e la bellezza.
Visitare la mostra lascia molte riflessioni ed è perfetta per chi cerca qualcosa che vada oltre l’impatto visivo. Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito dell’Ara Pacis cliccando qui.
Irving Penn. Photographs 1939–2007 – Centro della Fotografia

Foto: artribune.it
Il nuovo Centro della Fotografia, ospitato negli spazi dell’ex Mattatoio di Testaccio, inaugura la sua attività in grande stile con la mostra Irving Penn. Photographs 1939–2007.
Curata da Pascal Hoël, Frédérique Dolivet eAlessandra Mauro, l’esposizione presenta 109 stampe originali provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie, sviluppata in dialogo diretto con lo stesso Irving Penn e successivamente con la Irving Penn Foundation.
Il percorso ripercorre oltre settant’anni di carriera del fotografo, attraversando le sue celebri collaborazioni con Vogue, i ritratti di grandi artisti come Picasso, oltre a nature morte, fotografie di viaggio e studi sul corpo umano. Le immagini di Penn, solo in apparenza semplici, rivelano in realtà una straordinaria precisione compositiva, frutto di un controllo minuzioso della luce, delle forme e del dettaglio.
La mostra è visitabile fino al 29 giugno e rappresenta non solo un’occasione per approfondire l’opera di uno dei più importanti fotografi del Novecento, ma anche per scoprire il nuovo Centro della Fotografia come spazio dedicato alla cultura visiva contemporanea.
Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito qui.




