Renoir, Cézanne e Matisse, il giallo dei tre quadri rubati e finalmente ritrovati
Tutto è bene quel che finisce bene: sono stati ritrovati i tre dipinti di Renoir, Cézanne e Matisse rubati alla Fondazione Magnani-Rocca di Parma. Dopo cinque mesi di indagini e ricerche, i Carabinieri hanno recuperato le opere nell’abitazione di uno dei cinque cittadini moldavi ritenuti responsabili dei furti.
Per gli indagati, però, la situazione si complica: nella stessa abitazione sono stati rinvenuti anche i proventi di precedenti furti. Per questo, oltre ai reati già contestati, i cinque sono ora indagati anche per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti.
Dal furto al ritrovamento
Tra la notte del 22 e del 23 marzo, la Fondazione Magnani-Rocca di Parma subisce un colpo grosso: vengono rubati tre dipinti di Renoir, Cézanne e Matisse, per un valore complessivo di quasi nove milioni di euro. Si tratta di Tasse et plat de cerises di Paul Cézanne, Les Poissons di Pierre-Auguste Renoir e Odalisque sur la terrasse di Henri Matisse. I ladri avevano previsto di portare via anche un quarto quadro, Paysage de Cagnes di Renoir, ma lo hanno lasciato a terra quando è scattato l’allarme.

I tre quadri rubati.
In alto, Tasse et plat de cerises di Paul Cézanne; in basso a sinistra, Odalisque sur la terrasse di Henri Matisse e in basso a destra, Les Poissons di Pierre-Auguste Renoir.
Foto: rainews,it
Dopo mesi di indagini e intercettazioni, i Carabinieri del Comando provinciale di Parma e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale sono riusciti a individuare i responsabili e a recuperare le opere. Il ritrovamento è avvenuto ieri mattina, nell’abitazione di uno dei cinque cittadini moldavi ritenuti responsabili del furto. Durante la perquisizione, i militari hanno trovato alcuni quadri coperti e appoggiati al muro e un altro nascosto nella scatola di un televisore.
Un colpo studiato e una lunga scia di furti
Nella stessa abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto anche bottini riconducibili a decine di precedenti furti. Dalle indagini è emerso inoltre che i cinque avrebbero già preso di mira la Fondazione Magnani-Rocca, colpendo in precedenza il suo ristorante. Dopo aver scoperto che il sistema di allarme della struttura non era inviolabile, avrebbero deciso di tentare il colpo grosso, puntando sulle preziose opere d’arte con l’obiettivo di rivenderle.
Le trattative per la vendita dei dipinti erano già in corso e proprio le intercettazioni hanno permesso agli investigatori di ricostruire la vicenda e risalire ai presunti responsabili.
Per i cinque uomini la situazione si fa quindi sempre più complicata: il ritrovamento dei tre dipinti e della refurtiva di numerosi altri furti ha portato ad approfondire anche l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti. Un epilogo positivo per le opere, finalmente recuperate, ma che potrebbe aprire la strada alla soluzione di altri furti rimasti finora senza risposta.




