L’arte di Cézanne e Renoir arriva a Milano
I rivoluzionari e amici Cézanne e Renoir arriveranno in Italia, direttamente da Parigi. Una mostra sulle affinità e differenze tra i due protagonisti, in occasione dei 150 anni dalla nascita dell'Impressionismo, emblematico punto di rottura nella storia dell'arte.
Le opere di Cézanne e Renoir arriveranno dai Musée de l’Orangerie e d’Orsay al Palazzo Reale di Milano. La mostra (a cura di Cécile Girardeau e Stefano Zuffi) si terrà dal 19 marzo al 30 giugno 2024.
L’evento è stato presentato ieri, presso l’Ambasciata di Francia a Roma, a Palazzo Farnese.
L’esposizione è stata organizzata in occasione dei 150 anni dal Salon del 1874 presso Nadar, la prima mostra impressionista, un momento pivotale nella storia dell’arte.
Ciò che si terrà a Palazzo Reale avrà una portata culturale altissima. Metterà infatti in luce il profondo legame “di spirito” tra Milano e Parigi, così come quello tra i due protagonisti, Cézanne e Renoir: due grandi artisti, coetanei, nonché grandi amici.

La rivoluzione dell’impression
Gli impressionisti non ebbero un successo o un riconoscimento istantaneo, tutt’altro. Il termine “impressione”, adottato da Monet per introdurre la sua tela Soleil levant, venne deriso dal pubblico e impugnato con tono dispregiativo contro l’opera stessa.
Quest’ultima non venne per nulla apprezzata, perché non venne compresa. Il tentativo di riprodurre una impression venne recepito come incompiutezza.
Si stava avviando, in quell’esatto istante, un passaggio epocale, ovvero l’abbandono della tradizione della rappresentazione artistica in favore della soggettività dell’autore.

In altre parole, non si ascoltava più la lezione del “dipingo ciò che vedo”, bensì si riproducevano le sensazioni provate dal pittore durante l’osservazione.
Ne derivarono tele più spontanee, senza disegno preparatorio, en plein air dove il rosso era “più rosso” e pennellate che davano un maggiore senso di movimento.
Due artisti allo specchio
Perché Cézanne e Renoir? Per la differenza di età praticamente inesistente, perché condividevano gli stessi temi (il nudo, la natura morta, l’en plein air, il ritratto, la luce) e perché il loro tramonto è stato segnato dalla medesima causa, la malattia.

Due artisti, ha spiegato l’On. Vittorio Sgarbi, non iconoclasti ma rivoluzionari, che non hanno cioè distrutto la tradizione, ma l’hanno trasformata in qualcosa di diverso.
Cézanne e Renoir non sono tuttavia sovrapponibili. Se prendiamo come esempio il tema del nudo, in Renoir si vede la tenerezza e rotondità, in Cézanne la verticalità e lontananza.
L’intenzione artistica era dunque opposta, aspetto che ci consente di collocare Cézanne persino oltre l’Impressionismo, agli albori del Cubismo.

Arte accessibile
I punti di connessione e di differenza tra i due protagonisti, insieme al legame profondo che questi hanno avuto con l’Italia (come sottolineato dall’Ambasciatore Martin Briens), costituiranno il fil rouge della mostra a Palazzo Reale.
Catherine Castillon (CEO Skira) ha inoltre ribadito come l’obiettivo principale dell’evento sarà quello di avvicinare un pubblico eterogeneo, attraverso laboratori ed altre attività didattiche. Il tutto per rendere l’arte aperta a persone di tutte le età e non più un interesse di nicchia.
Un aspetto che, ancora una volta, evidenzia l’importanza di questa mostra, in piena sinergia e sana competizione con i musei di Parigi.




