La ragione che si ribella. Goya in mostra al Palazzo Reale di Milano
Siamo stati all’evento di presentazione “Goya. La ribellione della ragione” che sarà in mostra dal 31 ottobre al 3 marzo al Palazzo Reale di Milano.

La mostra su Francisco de Goya approda a Milano dal 31 ottobre al 3 marzo prossimi, al fine di illustrare la duttilità dell’artista: dal suo lato più oscuro, al mondo fantastico, passando per le svariate sperimentazioni.
L’Ambasciata di Spagna, con le diverse unità coinvolte nel progetto (tra cui Instituto Cervantes e Real Academia), hanno deciso di presentare un progetto di accompagnamento alla mostra, organizzando un evento in collaborazione con Sole24cultura e Palazzo Reale di Milano.
L’occasione è di quelle ghiottissime: per promuovere e rafforzare lo scambio culturale (nonché economico) tra i due paesi, si ritiene che valorizzare questi esercizi di diplomazia pubblica rimanga il ponte più efficace e genuino per promuovere tali legami di amicizia e creare nuovi asset tra Italia e Spagna. L’Ufficio Culturale e Scientifico dell’Ambasciata promuoverà, inoltre, un concerto come evento di chiusura della mostra (proprio il 3 marzo 2024): il Quartetto Quiroga, infatti, è l’ensamble musicale selezionata per far dialogare musica e opere di Goya.
Presenti all’evento l’Ambasciatore spagnolo di Roma Miguel Ángel Fernández-Palacios, il curatore Victor Nieto Alcaide, Paola Cappitelli, responsabile sviluppo, mostre e relazioni internazionali 24 ORE Cultura, Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano e Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale. In sinergia, hanno presentato, inoltre, le sezioni entro la quale sarà divisa la mostra: si partirà da un Goya giovanile, protagonista del suo tempo, arrivando poi alla realizzazione dei cartoni per arazzo con temi laico-popolari (una novità estrema per il tempo) e toccando vette inesplorate in Italia, con la presentazione di alcune opere delle serie dei “Capricci” e “Proverbi”. In ultimo, il rapporto del pittore con la guerra, in cui Goya assume la funzione, più matura, di testimone critico dei fatti, in cui l’uso del colore diviene estremamente arbitrario e l’immaginazione e l’espressività forniscono immagini senza precedenti.




