Dizionario dell’intraducibile: “tsundoku”, l’arte di accumulare libri non ancora letti

Questo mese, la parola intraducibile da scoprire proviene dal Giappone. La scelta ricade su un termine che ha saputo romanticizzare l’abitudine di accumulare libri senza averli ancora letti. Laddove altre lingue potrebbero descriverla semplicemente come un’accumulazione compulsiva di libri, il giapponese la racchiude in una sola parola: tsundoku.
Origine, significato e usi della parola
Tsundoku (積ん読) è un termine giapponese formato da due elementi: 積む (tsumu), che significa “impilare”, “accumulare”, e 読 (doku), che richiama il “leggere”. La parola nasce alla fine del XIX secolo, quasi per gioco, per descrivere chi compra libri e li accumula senza averli ancora letti. Con il tempo, il termine è entrato nell’uso comune, arrivando fino ai giorni nostri.
Tsundoku è un gesto semplice, quasi innocuo, che probabilmente è capitato a tutti almeno una volta. Vedere un libro interessante in libreria e comprarlo, con l’idea di leggerlo più avanti. Poi incontrarne un altro. E un altro ancora. Tutto normale, se non fosse che, nel frattempo, i libri si accumulano.
Ed è proprio qui che tsundoku diventa interessante. Il giapponese sembra riuscire a trasformare in qualcosa di quasi poetico un’abitudine che, in altre lingue, verrebbe descritta semplicemente come accumulo o procrastinazione. Una pila di libri non letti non è soltanto qualcosa che si è accumulato: può diventare una promessa. La promessa di tutte quelle pagine ancora da sfogliare, di tutte le storie e i mondi che aspettano di essere scoperti.

Foto: Pinterest
Tsundoku non è necessariamente solo un termine poetico. Può essere utilizzato anche con un’accezione ironica, per riconoscere con leggerezza la propria tendenza a rimandare la lettura mentre, nonostante tutto, si continua ad aumentare la pila. E in questo caso si potrebbe dire: “Il mio tsundoku non finirà mai.”
Negli anni, la parola si è diffusa anche al di fuori del Giappone, proprio per la sua capacità di dare una nuova prospettiva a un gesto che spesso viene giudicato negativamente. Comprare più libri di quanti se ne riescano a leggere può essere procrastinazione, accumulo o semplice passione.
Forse tsundoku ci ricorda proprio questo: le cose possono assumere una forma diversa a seconda di come scegliamo di guardarle. Anche una pila di libri non letti può essere, dopotutto, non soltanto ciò che non abbiamo ancora fatto, ma tutto ciò che abbiamo ancora da scoprire.




